periodico di politica e cultura 3 luglio 2020   |   anno XX
direttore: Gabriele Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
archivio
Google

cinema: FEFF 22 di Udine

il programma del primo luglio

La sesta giornata del Far East Film Festival 22, oltre a proporre un incredibile viaggio nelle ombre dell’adolescenza (il filippino Edward) e un originalissimo dramma romantico (il sudcoreano Vertigo), ci riporta al 1979. Ci riporta, cioè, all’assassinio del presidente sudcoreano Park con due titoli: la versione restaurata della controversa commedia nera The President's Last Bang di Im Sang-soo e la spy-story mozzafiato The Man Standing Next di WOO Min-ho. Stesso tema, sguardi completamente diversi: un modo per approfondire una pagina della storia recente…

Il grande protagonista di oggi, tuttavia, è uno e uno soltanto: stiamo parlando di Obayashi Nobuhiko, Obi per gli amici e gli ammiratori, volato via lo scorso aprile e premiato a Udine con il Gelso d’oro alla carriera nel 2016. Il FEFF 22 gli rende omaggio presentando (fuori concorso) il suo ultimo, eccentrico, capolavoro: Labyrinth of Cinema, un vero e proprio testamento artistico di 180 minuti. Un film psichedelico, sperimentale, mistico, super bizzarro. Un’esperienza davvero unica, teorica e spirituale, per uno dei maggiori maestri del cinema giapponese contemporaneo di cui sentiremo fortemente la mancanza. Potremmo dire, per intenderci, che Obayashi costruisce Labyrinth of Cinema un po’ come Dante aveva costruito la Divina Commedia: un’opera d’arte totale e finale, in cui riversare (affinandole artisticamente, per quanto possibile) tutte le idee e tutte le suggestioni formali di un’intera vita…

«Immaginare la luna – diceva Obi – è meglio che fare una passeggiata sulla sua superficie. I film sono un mezzo per ricordare, non per registrare. Mi piacciono i documentari perché cercano di rivelare la verità su un argomento senza riuscirci appieno e penso che l’ironia di questo fatto sia molto interessante. I documentari hanno qualcosa dell’amore non corrisposto, mentre i film sono l’innamoramento puro, che non chiede nulla in cambio. È un amore unilaterale». Già questa è una meravigliosa lezione di cinema.

articolo pubblicato il: 30/06/2020 ultima modifica: 01/07/2020

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttore responsabile: Gabriele Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
fondato il 1/12/2001 - reg. Trib. di Roma n 559 2002 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
cookie policy