periodico di politica e cultura 3 luglio 2020   |   anno XX
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arte e mostre: un nuovo museo a Lugano

la Gipsoteca Gianluigi Giudici

di Michele De Luca

Il 2 ottobre del 2016, è stato aperto a Lugano un nuovo museo, la “Gipsoteca Gianluigi Giudici” promosso e realizzato dalla Fondazione Renato e Gianluigi Giudici, costituita con lo scopo di assicurare in particolare la conservazione, la promozione e la diffusione delle opere dello scultore comasco Gianluigi Giudici (1927-2012), che ha molto operato anche in Svizzera e in particolare nel Canton Ticino, oltre che di attuare iniziative di carattere culturale, divulgativo ed educativo affinché l’arte in tutte le sue forme, come strumento di formazione ed espressione del pensiero e di comunicazione dei più profondi sentimenti umani, possa conquistare un maggior numero di fruitori e diventi punto di incontro tra culture diverse mediante il suo linguaggio universale. Dedicata appunto a Gianluigi Giudici, la Gipsoteca Giudici propone nel percorso espositivo una selezione di 60 opere (prevalentemente in gesso, ma anche in bronzo e su rame) esemplificative del suo itinerario creativo, distribuite sui due piani della struttura museale, in una successione che prende il via dal piano superiore dove sono documentate le tematiche proprie del suo impegno artistico partendo da una riflessione sulla ricerca da lui condotta ed esemplificando di seguito la produzione riguardante la figura, l’astrazione e il sacro.

Al piano inferiore sono individuate alcune “isole” - aggruppamenti di opere - che meglio inquadrano aspetti del suo lavoro e che si concentrano sui ritratti, sulla evoluzione degli “organismi biomorfi” e sulla realizzazione di opere di grandi dimensioni a destinazione sia pubblica che privata. Questo viaggio si conclude con un ulteriore passaggio nell’ambito della scultura religiosa che, mediante rilievi a sbalzo su rame e rilievi in gesso, introduce allo spazio dedicato all’ampio intervento compiuto tra 1966 e 1992 per la chiesa del Buon Pastore a Vienna, l’opera più significativa della sua produzione sacra.

Per una conoscenza ulteriore della sua opera, la Gipsoteca dispone di un deposito che accoglie - visibili anche al pubblico - numerosissimi altri gessi di particolare importanza e uno spazio in cui è ricostruito l’atelier di Gianluigi Giudici e dove sono presentati anche disegni preparatori e gessi per i bronzetti della sua produzione.

Uno spazio specifico è predisposto per accogliere mostre di altri artisti, la cui presenza potrà, in alcune occasioni, anche contaminare - in intriganti accostamenti di confronto (o di scontro) - le sale del museo.

Gianluigi Giudici nasce il 13 luglio 1927 a Casanova Lanza, piccolo borgo del comasco a ridosso del confine elvetico. La sua formazione artistica inizia alla Scuola d’arte Castellini di Como per poi affinarsi presso lo studio dello scultore Pietro Tavani. Nel 1947 frequenta - e successivamente dirige - a Campione un laboratorio di sbalzo in rame, realizzando pregevoli opere nel Canton Ticino. Nel 1948 apre un laboratorio di cesello e scultura a Valmorea e per una decina d’anni si dedica soprattutto al rinnovamento dell’arredo sacro: suoi manufatti si trovano in Vaticano, nella Basilica dell’Annunciazione a Nazaret, nella basilica dell’Apparizione a Lourdes e in molte chiese in Italia e in Svizzera. Nel 1958 esegue le prime opere importanti per la moderna Chiesa di Bulgarograsso nel comasco. Dopo l’esordio alla IV Internazionale d’Arte Sacra di Novara nel 1959, altre opere trovano buona accoglienza nelle Biennali dell’Angelicum a Milano e dell’Antoniano a Bologna. Fra le principali realizzazioni sono da segnalare i lavori per la chiesa di Vogorno (1960), la grande pala a sbalzo e il bronzo di S. Pio X per la Cappella dell’Azione Cattolica di Lugano (1961) e la decorazione scultorea della Cappella della Buona Stampa sempre a Lugano (1962). A partire dal 1966, per oltre 25 anni collabora al completamento della Chiesa del Buon Pastore a Vienna dove realizza una Madonna con Bambino (1966), un rilievo con la Risurrezione (1981), una monumentale Via Crucis (1966-1971) e il grande bronzo La pesca (1992) posto sopra il portale di ingresso. Nel 1967 viene segnalato al Concorso Internazionale del bronzetto di Padova con Eva, presenta un bozzetto per il monumento a Pio XI per il Duomo di Milano e nel 1968 esegue la prima scultura organica, Colloquio, per il concorso per il Palazzo di Giustizia di Como. Nel 1976 per il 50° del Giornale del Popolo esegue la medaglia commemorativa del Vescovo Mons. Aurelio Bacciarini.

Dalla seconda metà degli anni Settanta molte sculture astratto-organiche vengono richieste per parchi e giardini privati e per luoghi pubblici (Zollikon, Chiasso, Massagno, Mozzate, Olgiate Comasco). Per la chiesa di S. Cassiano Valchiavenna realizza una grande Via Crucis e successivamente un gruppo bronzeo con Il Battesimo di Gesù (1981-1983). Tra 1995 e 1998 l’impegno dell’artista è rivolto alla chiesa di Sondalo (So) per cui vengono eseguite una statua di San Francesco e, per l’abside, l’altare, l’ambone e il tabernacolo in bronzo, opere queste ultime che rappresentano un’interessante integrazione tra elementi figurativi ed astratti. Nel 1999 colloca Accumulazione presso il Palazzo Comunale di Olgiate Comasco.

All’inizio del nuovo secolo gli vengono dedicate due mostre personali: la prima, nel 2000, propone una serie di sculture nel centro storico di Bormio (So) e la seconda, nel 2001, nello spazio di San Pietro in Atrio a Como, illustra con opere esemplari tutto il suo itinerario di ricerca. Gianluigi Giudici muore a Valmorea il 16 febbraio 2012. Nel 2000 è stata pubblicata una monografia sul suo lavoro a cura di Luigi Cavadini e con saggi critici di Paolo Biscottini e di Flaminio Gualdoni.

articolo pubblicato il: 12/06/2020

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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