periodico di politica e cultura 31 maggio 2020   |   anno XX
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cronache: BEE per il commercio e la distribuzione

piattaforma digitale

In un contesto economico pervaso da sfide e criticità, quali conflitti sociali e politici, calamità naturali e crisi sanitarie, con gravi ripercussioni sulla società, piccole e medie imprese si trovano a non essere rappresentate e tutelate da istituzioni, associazioni di categoria, organizzatori fieristici e dunque ad operare nell’incertezza, che ha notevoli ripercussioni sui loro risultati economici, strutturali ed organizzativi.

Per favorire una presenza continua sul mercato e una crescita globale costante, Aries More ha progettato e realizzato BEE, la piattaforma digitale che è volta a creare un processo di acquisto immersivo per importatori, grossisti, distributori, retailer e punti vendita diretti in 72 Paesi, con focus nell’area Asia Pacific.

Ad oggi 180 PMI italiane (seller) dei settori food & beverage - wine & spirit, fashion, beauty & wellness, design, sono state selezionate da BEE a fronte delle manifestazioni di interesse dei buyer internazionali. BEE svolge il ruolo di canale digitale B2B che presenta, promuove, comunica e vende - rispondendo alle necessità di mercato di ciascun buyer - il prodotto, l’offerta e ciascuna PMI attraverso strumenti evoluti, VR, AR, interfaccia conversazionale, nonché i processi di ricerca e sviluppo, produzione, logistica, qualità, marketing e comunicazione ed export.

“BEE è la soluzione innovativa di sviluppo commerciale internazionale per una crescita continua e costante delle PMI, ad oggi italiane, su scala globale, raggiungibile dai buyer in ogni parte del mondo e in ogni momento da qualsiasi device. Non richiede spostamenti, è il canale digitale B2B dove gli acquisti avvengono sempre, indipendentemente dalle situazioni esterne. – afferma Vincenzo Piro, Amministratore Delegato di Aries More – BEE abbraccia in modo coerente e consapevole l’esperienza diretta acquisita sul mercato con gli acquisitori e soddisfa le esigenze e i bisogni economici, comunicativi e promozionali delle PMI. È uno strumento di valorizzazione del sistema produttivo italiano, che ben può essere scelto dalle istituzioni, associazioni e realtà economiche che hanno nella propria missione l’obiettivo di voler mantenere vive e far crescere all’estero le aziende italiane rappresentate”.

In un anno di sviluppo di BEE la piattaforma lavora con un sistema di aziende - 180 - che rappresenta numeri significativi del nostro Paese in tutto il mondo: 210 impianti produttivi, 6.500 prodotti, 2.300.000 mq stabilimenti di produzione e trasformazione, 700.000 mq magazzini per prodotti finiti, 300.000 mq magazzini per materie prime, 23.000 dipendenti, 1 miliardo di euro di fatturato, ma non solo: 124 premi e riconoscimenti, 288 progetti innovativi e innovazioni, 209 certificazioni.

“Vogliamo arrivare ad avere in BEE entro la fine dell’anno 500 PMI selezionate, in target con le richieste di acquisto dei buyer” conclude Piro.

BEE adotta i nuovi standard di Internet 3.0, in particolare l’utilizzo di interfacce, applicazioni e contenuti 3D (webGL e webVR), che permettono forme avanzate di visualizzazione dei prodotti e delle aziende – virtuali e ad alta definizione - di personalizzazione dinamica dei contenitori e del packaging e la composizione visuale dei pallet per la spedizione e dei prodotti sugli scaffali del punto vendita. In pochi passaggi il buyer raggiunge la configurazione del piano di acquisto e di approvvigionamento con prezzi e informazioni tecniche e logistiche chiare ed inequivocabili.

“BEE è un investimento che Aries More, società fondata nel 2005, ha voluto affrontare per essere la soluzione a favore dello sviluppo commerciale internazionale delle PMI – sottolinea Silvia Pessini, Presidente di Aries More - Questo progetto innovativo ha permesso ad Aries More di essere eletta e riconosciuta dal MISE come PMI innovativa”.

E soprattutto in riferimento alle circostanze attuali, ci tiene a precisare Vincenzo Piro: “Bee vuole far fronte all’emergenza economica ed è per le PMI l’apertura al mondo internazionale. La catena dell’allarmismo e la chiusura degli eventi e degli incontri non possono che condurre alla scelta di una soluzione immediata che permetta ad ogni PMI di essere raggiunta dai Buyer interessati.”

articolo pubblicato il: 05/03/2020

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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