periodico di politica e cultura 25 febbraio 2020   |   anno XX
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musica: al Polmone Pulsante di Roma

"I Lupercalia"

Si terrà il giorno 15 febbraio alle ore 19 presso il Polmone Pulsante, prestigioso centro di cultura e locale romano, sito in Salita Del Grillo, 21, dinanzi ai Mercati Traianei, la presentazione dell'ultimo progetto di Stefano Cogolo, polistrumentista e improvvisatore, diplomato in flauto e musica da camera presso il Conservatorio di Santa Cecilia "I Lupercalia".

I Lupercàli (in latino: Lupercalia) erano una festività romana che si celebrava nei giorni nefasti di febbraio, mese purificatorio, dal 13 fino al 15 febbraio, in onore del dio Fauno nella sua accezione di Luperco (in latino Lupercus), cioè protettore del bestiame ovino e caprino dall'attacco dei lupi.

Secondo un'altra ipotesi, avanzata da Dionigi di Alicarnasso, i Lupercalia ricordano il miracoloso allattamento dei due gemelli Romolo e Remo da parte di una lupa che da poco aveva partorito; Plutarco dà una descrizione minuziosa dei Lupercalia nelle sue Vite parallele. I Lupercalia venivano celebrati nella grotta chiamata appunto Lupercale, sul colle romano del Palatino dove, secondo la leggenda, i fondatori di Roma, Romolo e Remo, sarebbero cresciuti allattati da una lupa. Properzio accennò al culto di Luperco nella prima elegia del quarto libro delle Elegie, descrivendone in un verso l'origine, risalente a suo dire agli albori dell'Urbe.

La festività si svolgeva a metà febbraio, con il suo culmine il 15 febbraio, perché questo mese era il culmine del periodo invernale nel quale i lupi, affamati, si avvicinavano agli ovili minacciando le greggi. Era quindi situata quasi alla fine dell'anno, considerando che i Romani festeggiavano il nuovo anno il 1º marzo. I lupercali colpivano ritualmente le donne con strisce di cuoio e coloro che venivano colpite, erano prese da estremi stati di estasi e ben disposte alla fertilità.

Tracce: Il dio si sveglia in febbraio Magnetismo animale Fauno Il corteo dei lupercali Lupercalia Il Dio se ne va

Stefano Cogolo: flauto, flauto in sol, flauto basso, flauti etnici, zampogna indiana, mandolino, chitarra acustica, pianoforte, percussioni, voci, composizione.

Ludovica Manzo: voce; Soledad Agresti: voce recitante; Alipio Carvalho Neto:sax soprano; Marco Pace: sax baritono; Gianfranco Tedeschi: contrabbasso; Francesco Lo Cascio: vibrafono, percussioni; Nicola Raffone: batteria; Marco Resovaglio: elettronica, sound engineering, post produzione.

articolo pubblicato il: 11/02/2020

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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