periodico di politica e cultura 5 aprile 2020   |   anno XX
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M5s: una tragica farsa

di D. B. V.

Per restare in tema di degrado culturale, torniamo per un attimo a riconsiderare che il Movimento 5 Stelle, ispirato da un… sommo pensatore politico qual è Grillo, ha riscosso dagli italiani – neppure due anni or sono, non in un’altra era – milioni di voti, pari al 33% dei votanti. Guardiamoci bene allo specchio, il popolo siamo noi: un elettore su tre gli ha dato il voto, nel meridione anche di più. Direte: ma la politica ufficiale ha fatto schifo e tanta gente ha voluto reagire in qualche modo. E’ vero, purtroppo. Così come, per fortuna, è vero anche che i voti se li stanno riperdendo tutti, quasi fosse stata una mareggiata che ora si ritira. Però di detriti e cadaveri, sulla spiaggia rischiano di lasciarcene una quantità impressionante. Istituzioni ulteriormente sfasciate, costume politico ancor più fatiscente, transumanza di partito esasperata, grandi Comuni al dissesto e al delirio, interi settori industriali massacrati, opere pubbliche bloccate senza avere alcun punto cardinale per la tutela dell’ambiente, reddito di elargizione che dissipa miliardi preziosi, irresponsabili incursioni nella giustizia che decretano il “fine processo mai”… ma potremmo continuare. Il tutto, con l’aggravante imperdonabile di aver riportato al governo il PD: un partito che ha perso tutte le ultime dieci elezioni e che vince un terno al lotto senza aver giocato, cioè si ritrova al potere senza averne ricevuto il mandato popolare. Solo grazie al terrore dei grillini di dover mai tornare alle urne! E così hanno facultizzato i PD al governo a riscatenare la “lotta all’evasione”, cioè per parlar chiaro la guerra forsennata al grande ceto medio dei piccoli operatori artigiani, professionali, commerciali: l’unica politica economica e sociale che conoscono! Si dirà: ma gli ha dato via libera lo stesso Salvini, facendo cadere il governo gialloverde senza alcuna garanzia che si rivotasse. Infatti è così e ne abbiamo molto da recriminare. Adesso non resta che aspettare i tempi del nuovo “lavacro” democratico del voto. Ma non si può mai esser certi del quando e del come, con gli italiani sempre più disorientati, la sinistra che ora mette su una nuova sfogatoia per gli sprovveduti con le “Sardine” e un Quirinale attentissimo a non propiziare in alcun modo appuntamenti democratici che rischino di veder vincenti le Destre…

E, per concludere, si rifletta un poco sulla farsa dei Cinquestelle (farsa, peraltro, che ci governa), i quali sono nati per ripulire la politica, abbattere i “partiti padronali”, riconsegnare il potere alla “base popolare”, instaurare la vera democrazia della consultazione dei militanti che decidono liberamente, tagliare le poltrone. E oggi hanno creato un partito che è letteralmente pertinenza di due individui e di una società privata; che prende tutte decisioni e designa tutte cariche dal chiuso di una stanza; che non tiene in alcun conto le farsesche consultazioni strumentalmente bandite su tweet e hastag di pochi “incomunicanti” senza volto; che espelle – riammette – sospende chi non è d’accordo; che passa da una formula di governo all’altra pur di impedire l’unica consultazione vera degli italiani, cioè le elezioni politiche generali, per la sola ragione che questi “tagliatori di poltrone”, se si votasse con qualunque sistema, vedrebbero tagliati tre ogni quattro dei loro attuali seggi!

Quale altro Paese evoluto sopporterebbe una situazione del genere?

articolo pubblicato il: 08/01/2020 ultima modifica: 25/01/2020

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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