periodico di politica e cultura 15 novembre 2019   |   anno XIX
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governo di sinistra-sinistra

di D. B. V.


Con la caduta del governo Di Maio-Salvini, nel quale almeno ciascuno dei due presidiava qualche proprio punto programmatico, si è aperta la strada al governo di sinistra-sinistra Conte bis, che (non è una sorpresa) ha scatenato il terrorismo contro il grande ceto medio italiano in nome della crociata anti-evasione fiscale, per estorcere alla società le risorse destinate a finanziare misure da demagogia socialista stile Berlino Est prima della caduta del Muro. Aumento camuffato di almeno trenta voci di tasse, comprese alcune aliquote IVA. Obbligo di macchinette POS con sanzioni per chi non le attiva. Fatturazione elettronica (costosa) generalizzata. Repressione - incostituzionale – della libertà di uso della moneta contante avente corso legale. Cancellazione della flat tax per gli operatori minori e ritorno alla contabilità complessa con le relative spese. Divieto di pagamenti in moneta superiori a duemila e poi a mille euro. Taglio o eliminazione delle detrazioni fiscali, in ogni caso non invocabili se non pagate con strumenti tracciabili. Tutto deve essere tracciabile, anche quanti fogli di igienica adoperiamo al cesso. Queste ed altre misure sono annunciate nel decreto fiscale, cuore della “manovra” del ben pettinato e vestito Giuseppe “avvocato del popolo”.

Le conseguenze? Incalcolabilmente gravi. Centinaia di migliaia di operatori artigianali, professionali, commerciali, cesseranno l’attività. Migliaia di dipendenti saranno dolorosamente licenziati (dovranno ottenere il reddito di cittadinanza per…..non lavorare?). Chi vorrà sopravvivere sarà spinto ad escogitare ogni forma possibile di “nero” avventuroso ed umiliante. E’ questa la socialità giustizialista delle sinistre? Instaurare un regime di polizia fiscale, stringendo il torchio su chi le tasse (e non poche) già le paga, su chi ha risparmiato, su chi dà lavoro. Questi non si rendono conto, nella loro follia ideologica, di che bomba stanno accendendo sotto la pelle della società italiana, spingendola verso la china delle nuove povertà diffuse. Soprattutto sopprimono quote di libertà essenziali alla vita delle persone. Nessuno si ribellerà? In normali regimi di democrazia, perfino le finalità giuste, compreso il contrasto alla vera evasione, si possono perseguire con determinate misure, non con tutte: non con quelle che violano spazi fondamentali ed elementari della libertà esistenziale. Quando si compromettono questi spazi, si entra nelle moderne forme di totalitarismo e non è un mistero dove si va a finire.

Una forza politica che impugnasse decisamente la battaglia, in Parlamento e nel Paese, contro questa follia, sarebbe voce della maggioranza autentica degli italiani normali e riconquisterebbe titolo a riscuoterne qualche milione di nuovi voti.

articolo pubblicato il: 18/10/2019 ultima modifica: 28/10/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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