periodico di politica e cultura 20 agosto 2019   |   anno XIX
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opinioni e commenti

testa, corpo, coda e pinne dei “pesci”

di D. B. V.


Chissà per quanto tempo ancora dovremo ascoltare, lungo le sponde dell’antipolitica – certamente popolate da cittadini legittimamente scontenti ma anche da innumerevoli ipocriti, incoscienti o profittatori – le invettive contro il ceto politico in generale, squalificato in blocco senza distinguere né approfondire: “Sono tutti uguali” “Tutti arrivisti e corrotti” “Carrieristi a spese di noi cittadini” “Intrallazzatori e cresciuti nelle manovre di potere” “Parassiti seduti sui privilegi che invece dovrebbero garantirci e dare l’esempio rinunciando a posizioni e prerogative… saranno le frasi che concluderanno ancora spesso le discussioni al bar o al centro commerciale o verranno moltiplicate dai superpagati conduttori di trasmissioni serali, affamati di audience e sorretti da “spettatori” di mestiere che applaudono a comando di regista quando vengono pronunciati i luoghi comuni di più strillosa demagogia dozzinale.

Passi. Purtroppo la politica ci ha messo del suo e i politicastri ben piazzati hanno sputtanato la “Politica con la maiuscola”, togliendo credito anche a noi che ci abbiamo speso una vita onorevolissima, che non abbiamo mai preso un’elezione per una rendita o per una sedia, che siamo sempre stati anzi padroni di denunciare quei singoli e ambienti della società che maneggiano, intrallazzano e sono, ognuno nel suo “particulare”, disponibili a compromettersi e camaleontare…

A chi conserva buonafede e capacità critica, vorremmo però consigliare di osservare un momento quello che sta succedendo, o piuttosto mettendosi a nudo, in settori fondamentali e delicatissimi della vita istituzionale, più assai della politica decisivi per i nostri costumi e per la stessa democrazia. Il correntismo che squassa e de- grada tanta parte della Magistratura, che esplode nei casi incommentabili in seno al Consiglio Superiore della Magistratura (organo presieduto dal Capo dello Stato!) che dovrebbe garantire… le garanzie, cioè la libertà indipendenza autorevolezza di giudici e procuratori, nel quale invece taluni “garanti” eletti dai propri simili, perfino ai massimi livelli, giocano alle cordate di potere e si compiacciono di faide e intese occulte con le fazioni personali e politiche…

O magari prendere nota di quello che avviene nelle Università – parliamo, tanto per non far nomi, del nostro stesso Ateneo di Perugia – dove per la somma carica di Rettore (e a ricasco quelle di Preside delle facoltà, direttori dei dipartimenti e quant’altre) si consumano indecorosi mercati, tradimenti, spregio di meritocrazie, interessate sponsorizzazioni politiche, alla fine consueti “compromessi storici” fra “amici dei compagni” e “democattolici”. Tutte cose in cui si immergono personaggi che poi fanno appelli e conferenze sul primato delle scienze o sulla sacralità del diritto o sulle devianze della politica!

E chissà se ci restano voglia, tempo e stomaco (o se già italicamente ce ne siamo scordati perché la cronaca già si pasce d’altro) per considerare lo scandalo della Sanità umbra, venuto a luce per la lungamente attesa iniziativa della Magistratura locale……. Un letamaio di favoritismi politici, privati e collettivi, sul quale la sinistra demo-marxista ha costruito gran parte della rete di potere e consenso clientelare. Non l’occasionale e disinteressato aiuto a qualche “privo di santi” ma meritevole e magari di famiglia realmente bisognosa; ma un vero e proprio “sistema”, inesorabilmente scientificamente cinicamente cortigianamente fondato sulla “gerarchia” d’influenza, sullo scambio, sull’inquinamento delle procedure e la manomissione dei titoli e aspettative da parte di chi ha sventolato ai fessi la bandiera rossa, rosa o bianca, dell’”uguaglianza”, della “liberazione dai padroni”, della carità cristiana e della giustizia socialista…… Tutte perversioni che conoscevamo già benissimo in capo al ceto politico del potere umbro e suoi manutengoli. Ma che, in quanto sistema, postula, se non c’inganniamo, che in corrispondenza di chi favorisce ci sia una foltissima schiera di favoriti: e dunque una pletora di……comuni cittadini, che sono diventati nient’affatto comuni ma privilegiati ed hanno ben gradito di farla in barba a ben individuati propri simili. Si parla, sullo sfondo di numerosissimi e forse meno allarmanti ruoli esecutivi, di prima- riati e dirigenze nei reparti di salute o in quelli dell’amministrazione della pubblica salute! Chissà che taluno di questi “favoriti” a vari livelli non pontificasse, la sera al bar o in famiglia o in salotti o logge o sedi professionali e sindacali, sul… degrado e la corruttela della politica!

Non stiamo sollecitando assoluzioni generali per i politici, sia ben chiaro. Stiamo solo osservando che le bassezze di certe categorie, che ci possono ledere nella salute, possono compromettere la cultura, possono manomettere diritti civili e penali, non sono meno gravi di chi può inquinare rappresentanza e governo; e che sono troppi i buoi che dànno del cornuto agli asini. “Caro onorevole” mi dicono tante volte “guarda che il pesce puzza sempre dalla testa!”. Di solito rispondo: “Per fortuna solo talvolta i pesci puzzano, ma in quel caso la testa arriva fino alla coda e di certo comprende le pinne!”.

articolo pubblicato il: 11/08/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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