periodico di politica e cultura 21 novembre 2019   |   anno XIX
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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cinema: a Bosco Chiesanuova

Film Festival della Lessinia

Uno sguardo dall’alto verso il pianeta Terra. Si presenta così il Film Festival della Lessinia in programma a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 23 agosto al 1o settembre. La rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi, documentari, lungometraggi e film d’animazione dedicati esclusivamente alla montagna, al traguardo della venticinquesima edizione, propone 67 opere cinematografiche da 32 Paesi con 19 anteprime italiane. In Concorso quest’anno 25 pellicole da ogni continente, con una selezione che tocca cinematografie inconsuete: da quella del Lesotho al Pakistan, fino alla Palestina. La ricchissima retrospettiva è invece un omaggio alla Madre Terra. Al programma sul grande schermo del Teatro Vittoria si aggiungono numerosi eventi collaterali: dai dibattiti con i registi agli incontri letterari Parole Alte organizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona; dalle escursioni guidate ai concerti di musica dal vivo nella Piazza del Festival; dai laboratori didattici alle mostre. «È un cinema che ci spalanca gli occhi e ci costringe a fare i conti con il pianeta di cui siamo ospiti. L’equilibrio perduto tra il genere umano e la natura è un tema che torna in molti dei film, e la montagna si rivela il laboratorio dove si può sperimentare una convivenza possibile, che sia da esempio», anticipa il direttore artistico Alessandro Anderloni. «Il Festival l’aveva intuito in tempi non sospetti quando, nel 1995, nacque dedicato esclusivamente alla vita sulle terre alte – prosegue –. Oggi, nell’anniversario del quarto di secolo, guarda ai prossimi venticinque anni, quando il genere umano si giocherà la sua sopravvivenza sul Pianeta. Abbiamo dieci giorni per farci un’idea. Posso assicurare che si uscirà dal Film Festival della Lessinia cambiati».

Terra. Filo conduttore che annoda i vari appuntamenti (cinematografici e non) è l’attenzione alle tematiche della salvaguardia ambientale, dei cambiamenti climatici, della biodiversità, delle sfide che attendono le future generazioni. Evento speciale a inaugurare la rassegna è Terra, il documentario del regista austriaco Nikolaus Geyrhalter sui catastrofici sconvolgimenti che l’uomo sta provocando con l’escavazione del sottosuolo. Di sfruttamento delle risorse tratta l’anteprima di Antropocene – L’epoca umana: film canadese, nelle sale a settembre, che testimonia come gli umani stiano sfruttando oltre il possibile le risorse terrestri. A chiudere questa parentesi, un inno d’amore: Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, regista ospite d’onore del Festival.

Concorso. Sono molti i nomi di giovani registi e registe in Concorso che, con i loro film, rappresentano il meglio dell’odierna produzione cinematografica dedicata alla montagna. Si tratta spesso di film-maker esordienti, eppure già pluripremiati, come l’islandese Erlendur Sveinsson e il suo potente Canarino; o di veterani della rassegna scaligera, come il cinese Pema Tseden con l’onirico e spiazzante Jinpa. Passando in rassegna la programmazione, prevalgono numericamente i documentari: sono 14 su 25 opere in competizione. Accanto alle tematiche ambientali hanno largo risalto quelle politico-sociali: nella produzione italo-palestinese La vita non è che un sogno di Margherita Pescetti su una famiglia ebrea nei territori occupati; e in Prima che papà torni di Mari Gulbiani sull’islamismo radicale di una comunità in Georgia.

Giuria. La giuria internazionale che assegnerà la Lessinia d’Oro, la Lessinia d’Argento e gli altri premi ufficiali del Film Festival della Lessinia è composta da Igor Igor Bezinović (Croazia), Mandy Denise Dickinson (Regno Unito), Nestor “Tato” Moreno (Argentina), Betty Schiel (Germania) e Federico Spiazzi (Italia, Usa). Accanto ad essa, attribuiranno riconoscimenti speciali la giuria MicroCosmo di persone detenute nel Carcere di Verona e quella del Premio Log To Green Movie Award per il miglior film sull’eco-sostenibilità di cui fanno parte, tra gli altri, Gabriella Carlucci e Barbara Carfagna.

Retrospettiva. Rende omaggio alla Madre Terra l’antologia di gioielli cinematografici che costituiscono la storia del documentario dedicato alla vita sul Pianeta dagli anni Settanta ai giorni nostri. Dal 25 agosto, ogni mattina alle 11, si potranno vedere Il pianeta selvaggio di René Laloux (1972), Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio (1982), Microcosmos: il popolo dell’erba di Claude Nuridsany e Marie Pérennou (1996), L’ignoto spazio profondo di Werner Herzog (2005); poi Re della terra selvaggia di Benh Zeitlin (2012), infine Antropocene – L’epoca umana di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky e Nicholas de Pencier (2018).

FFDL+. Sono 18 le animazioni e i cortometraggi della sezione FFDL+, festival nel festival con una programmazione per bambini e ragazzi, in cui si dice di una terra che sa essere amica e custode delle nostre paure, con anteprime imperdibili da tutto il mondo e il premio assegnato dai più piccoli. I laboratori didattici portano i piccoli a conoscere gli alberi e gli animali da vicino, camminando nei boschi; a cimentarsi perfino nel tosare le pecore che arriveranno nella Piazza del Festival, a mungerle e a fare formaggio.

Parole Alte. L’evento di anteprima del Festival, il 23 agosto alle 18, è affidato allo scrittore e performer Alberto Peruffo che, ribaltando il titolo del celebre film di Ermanno Olmi, presenta lo spettacolo multimediale Non torneranno i prati a documentare del più grande caso di inquinamento d’acqua nella storia d’Europa. Il ciclo di incontri Parole Alte organizzato con l’Università di Verona prosegue trattando storie di alberi e silenzi; del bosco com’era una volta, nel dialogo tra Paola Favero e Sandro Carniel. Dell’umanità bisognosa di cibo parla Annalisa Polverari dell’ateneo scaligero con testi tratti da Pane e pace di Antonio Pascale e Nutrire il pianeta? di Emanuela Bozzini. Massimo Natale e Pier Alberto Porceddu Cilione, docenti dell’Università di Verona, raccontano poi di due poeti diversi, ma uniti da un analogo desiderio di colloquio con la natura: Hölderlin e Leopardi. Emblematica è l’affermazione del climatologo Luca Mercalli, che coincide col titolo del libro che presenta a Bosco: Non c’è più tempo. Altro ospite è il vincitore del Premio Calvino, Filippo Tapparelli, con la narrazione di una montagna ostile e fredda. Per concludere, l’attore Vasco Mirandola propone Alberi: canto per uomini, foglie e radici.

Nella natura. Le sei escursioni del Festival si aprono, il 24 agosto, con un team di scienziati e artisti che accompagna gli spettatori nei boschi della Lessinia. Al termine dell’itinerario Insilva. I boschi raccontano il cambiamento climatico è possibile assistere al concerto di Giuseppe Dal Bianco con strumenti di legno. Le altre escursioni conducono gli spettatori nelle faggete della Lessinia, nelle contrade di Bosco Chiesanuova, al Cóvolo di Camposilvano, al Buso del Valon, alle cave del Monte Loffa, ai musei preistorici e paleontologici.

Såm. Per il secondo anno, il progetto Såm invita in Lessinia artisti, selezionati con un bando internazionale, con protagonisti della giuria i due curatori della residenza artistica: Rafał Milach dell’Agenzia Magnum Photos e la book designer Ania Nałęcka-Milach coadiuvati da Ana Blagojevic, Chiara Bandino e Francesco Biasi co-fondatori dell’iniziativa. Tra più di 150 proposte arrivate, sono stati scelti quattro creativi di diversa nazionalità: Claire Laude (Francia), Martina Zanin (Italia), Krzysztof Światły (Polonia) e Anto Milotta (Italia). La ricerca di ciascuno si è estesa nel periodo da marzo a giugno. Il lavoro di Claire Laude prende ispirazione dalle architetture tipiche della Lessinia, utilizzandone i materiali e le forme per ricreare delle installazioni visitabili in una stalla vicino a Velo Veronese. Krzysztof Światły, partendo dai fossili di Bolca, elabora una riflessione visiva sui linguaggi ormai scomparsi. Martina Zanin individua e racconta per immagini il rapporto tra l’interno della montagna e l’esterno. Anto Milotta ricerca i suoni di un mondo che si interpone tra quello dei vivi e quello dei morti, prendendo spunti da storie popolari.

Piazza del Festival. Rinnovata l’offerta enogastronomica della Piazza del Festival che ha come nuovo partner per la tavola calda Antoniazzi con i vini Bertani e con la collaborazione di: Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese Dop, Ceramiche Benedetti, Lambertini e Lessinia Gourmet. Apre tutti i giorni di Festival la Libreria della Montagna gestita da Bussinelli Editore. Alle 23 la musica chiude le serate di proiezione con un viaggio musicale nel mondo.

Il Film Festival della Lessinia ha ottenuto quest’anno l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e il Patrocinio di Wwf Italia Onlus. Importanti riconoscimenti che si aggiungono al sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Regione Veneto, Comunità Montana e Parco della Lessinia, Comune di Bosco Chiesanuova, Provincia di Verona, Fondazione Cariverona, Università degli Studi di Verona, Curatorium Cimbricum Veronense. Sponsor della manifestazione sono Cassa Rurale Vallagarina, Cantine Bertani e Fimauto Bmw.

articolo pubblicato il: 05/08/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
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