periodico di politica e cultura 23 ottobre 2019   |   anno XIX
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l'orsolina canterina

di Carla Santini


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I precedenti non sono precisamente confortanti. Senza voler indugiare sulla tragica storia di Suor Sorriso, la religiosa belga che, dopo aver venduto milioni di dischi, uscita dal convento, morì in povertà, in Italia abbiamo avuto due cappuccini cantanti, uno dei quali è oggi felicemente nonno, l’altro è ricordato più che altro per essersi fatto vincere da Sorella Ira e aver sbattuto un computer nella sede di un settimanale scandalistico che aveva resa nota la sua vera età.

I religiosi dovrebbero apparire in televisione come faceva un altro cappuccino, il mitico Padre Mariano, che per decenni portò il Vangelo nelle case degli italiani. Per il resto il saio difficilmente si coniuga con il medium televisivo, per nulla con spettacoli di varietà.

È invece quello che sta succedendo a Suor Cristina che, dopo essere apparsa lo scorso anno in qualità di ballerina per una sera a “Ballando con le stelle”, quest’anno ha deciso di partecipare in pianta stabile allo stesso programma del sabato sera di RAI Uno. Suor Cristina ha motivato la sua partecipazione a “Ballando” con la necessità di “Portare la gioia del Vangelo ovunque, come faceva Gesù quando andava a parlare con le prostitute”, qualificando coloro che non apprezzano la sua partecipazione come “persone conservatrici e bigotte”. Può darsi che tra i telespettatori del sabato sera ci siano conservatori e bigotti, e magari anche qualche prostituta fuori servizio, ma sicuramente non si capisce come saltellare a ritmo di musica, sia pur indossando il velo, in uno spettacolo che si caratterizza per gli abiti discinti delle partecipanti, sia portare il Vangelo. Probabilmente sono bigotti anche coloro che, nello studio de “La vita in diretta”, con una votazione si sono espressi negativamente sul personaggio di Suor Cristina rispondendo di no alla domanda se la ritenessero meritevole di raccogliere un loro segreto.

Suor Cristina ha dichiarato che, dopo aver vinto “The voice” nel 2014, stressata dal successo ed assediata dai paparazzi, ha dovuto fare un lungo cammino, di quasi cinque anni, prima di ritrovare se stessa. Strano, perché dal dicembre 2015 è stata protagonista del musical “Sister act” al Brancaccio di Roma, uno dei più celebrati luoghi del teatro cantato e ballato in Italia. Curioso modo per cercare se stessa da parte di una suora.

“Ballando con le stelle” sarebbe una trasmissione noiosissima se non ci fossero personaggi divisivi che mantengono l’attenzione dei telespettatori con le loro bizze e le loro litigate con i giurati, come lo furono Anna Oxa e Giuliana De Sio. In ogni edizione c’è comunque un personaggio che si distacca dagli altri, per rendere la trasmissione più appetibile. Quest’anno gli organizzatori l’hanno trovato in una monaca ballerina. L’audience è vitale per gli autori televisivi, ma forse coloro che seguono "Ballando", che di norma sono persone di una certa età e non escono a divertirsi altrove, preferirebbero che una suora portasse il Vangelo in una scuola dell’infanzia o in un oratorio, magari anche cantando, ma canzoni di Chiesa.

articolo pubblicato il: 11/04/2019 ultima modifica: 24/04/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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