periodico di politica e cultura 21 maggio 2019   |   anno XIX
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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teatro: al Teatro delle Muse di Ancona

"Parenti serpenti"

nella stessa sezione:
Ancona_dal 7 al 10 marzo al Teatro delle Muse è in scena lo spettacolo Parenti serpenti di Carmine Amoroso con la regia di Luciano Melchionna. Protagonista è l’attore Lello Arena con Giorgia Trasselli e (in o. a.): Raffaele Ausiello, Marika De Chiara, Andrea de Goyzueta, Carla Ferrero, Serena Pisa, Fabrizio Vona. Le scene sono di Roberto Crea, ideazione scenica Luciano Melchionna, costumi Milla, musiche Stag, disegno luci Salvatore Palladino, assistente alla regia Sara Esposito; la produzione è Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016.

In Parenti Serpenti, Lello Arena porta tutta la sua carica comica e umana vestendo i panni del capofamiglia. Il regista, Luciano Melchionna, si è infatti immaginato Arena nei panni del papà, interpretato da Panelli nel film di Monicelli, creando un parallelismo tra lo sguardo dell’attore e quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano in quei giorni di santissima festività.

La vicenda si svolge durante un Natale in famiglia nel paesino d’origine. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti e andati a lavorare in altre città. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. La vicenda è un incontro di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi. All’improvviso, un terremoto segnerà una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre uguale a se stesso e in via di spegnimento.

Sabato 9 marzo alle ore 18.30 per il ciclo di incontri, L’aperitivo con gli artisti, La Compagnia incontra il pubblico al musecaffè (foyer di prima galleria del teatro); conduce l’incontro la giornalista Valentina Conti.

Biglietti ancora disponibili da 18 a 36 euro nei vari settori. Biglietti on line www.geticket.it, biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org gruppi 071 20784222 info@marcheteatro.it www.marcheteatro.it

Uno straordinario Lello Arena diretto dal visionario Luciano Melchionna è il protagonista della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso resa celebre dal film di Mario Monicelli. Conosciuta dal grande pubblico grazie al film “cult” di Mario Monicelli del 1992, l’amara e divertente commedia di Carmine Amoroso racconta un Natale a casa degli anziani genitori che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli ormai lontani. E se quest’anno gli amati genitori volessero chiedere qualcosa ai loro figli? Se volessero finalmente essere “accuditi”, chi si farà carico della loro richiesta? Luciano Melchionna, il visionario creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione.

Note di regia
Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi. Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo come quello di un bambino intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano nei giorni di santissima festività. È un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà? All’improvviso, dunque, un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre uguale e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento. Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, che la realtà supera la fantasia. Ciò mi ha spronato ad affrontare questo testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza. Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti? In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco e a tratti surreale dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che – chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? – da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.”
Luciano Melchionna

Interpreti e personaggi Fabrizio Vona / Alfredo Marika De Chiara / Milena Andrea de Goyzueta / Alessandro Carla Ferraro / Gina Serena Pisa / Lina Raffaele Ausiello / Michele Lello Arena / Saverio Giorgia Trasselli / Trieste

articolo pubblicato il: 06/03/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
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