periodico di politica e cultura 22 maggio 2019   |   anno XIX
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elzevirino

la scorzetta di limone

di G. V. R. M.


nella stessa sezione:
Il grande mediano Romeo Benetti, ad un giornalista che gli chiedeva come si fa a vincere una partita, rispose: “Vince chi fa più gol”. Questo aneddoto si adatta perfettamente a questi giorni post-elettorali, con certi commentatori che si arrampicano sugli specchi per dimostrare l’indimostrabile. Manca solo che se la prendano con il destino cinico e baro e poi hanno fatto en plein di sciocchezze. La verità inconfutabile è che la Lega di Salvini ad ogni appuntamento elettorale fa man bassa di voti o, per restare in ambito calcistico, fa sempre più gol degli altri.

Tutto questo accade nonostante la grande stampa, i vescovi più mediatici, gli intellettuali organici, i politici in disarmo non facciano che tuonare contro la Lega ed il suo, secondo loro, becero leader; segno che gli italiani sono stufi di quel politicamente corretto che ci ha portato a prendere bastonate su bastonate perché “ce lo chiede l’Europa” o di prepararsi ad accogliere un numero non ben definito di poveracci illusi che di qua dal Mediterraneo ci sia “una terra fertile e spaziosa dove scorre latte e miele”, come Dio promise a Mosè.

Attenzione, però. I poteri forti, che un tempo erano rappresentati dalla Spagna imperiale e dalla Francia, poi dall’Austria e dalla Francia, ed oggi da qualcuno che vuole che “tutto cambi perché nulla cambi”, tanto per parafrasare Tomasi di Lampedusa, sono in agguato per far fuori la Lega, magari creando un nuovo movimento nordista a guida Maroni, e per dissolvere il M5s grazie ai malpancisti che da quelle parti allignano.

La storia ci insegna che i capipopolo fanno presto a cadere. Senza scomodare il ricordo di Cola di Rienzo, di Masaniello, di Napoleone o di Mussolini, basta leggere una piccolissima notizia apparsa da poco sui siti: Salvini si sarebbe fidanzato con la figlia ventiseienne di Denis Verdini. Ora, ognuno si fidanza con chi gli pare, ci mancherebbe altro, però essere un leader politico sulla cresta dell’onda non è precisamente come se si fosse il ragionier Rossi o il professor Bianchi. Denis Verdini è colui che con molti voti del centrodestra è andato in soccorso del centrosinistra, prima di Renzi e poi di Gentiloni; proprio quel Verdini che, per certe sue disavventure giudiziarie, era additato come l’emblematico esponente del peggior berlusconismo e poi, buttatosi a sinistra, come avrebbe detto Totò, era divenuto il campione del Governo illuminato. Nessuno dice che Salvini non si possa fidanzare con una ragazza della quale potrebbe essere un giovanissimo padre, per carità; ma che tra tutte le ragazze italiane, che sono milioni, dovesse fidanzarsi proprio con la figlia di Verdini, per di più poco prima delle elezioni europee, fa pensare che, come avrebbe detto Petrolini, i casi sono due: o Salvini ignora che un capo deve essere inattaccabile anche da punto di vista della sua vita privata, o è terrorizzato dal suo far terra bruciata a destra ed anche a sinistra e non vuole assolutamente stravincere.

articolo pubblicato il: 27/03/2019 ultima modifica: 11/04/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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