periodico di politica e cultura 23 aprile 2019   |   anno XIX
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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il cinema di caino: di Mariano Laurenti

"Pop corn e patatine" (1985)

di Gordiano Lupi


Pop corn e patatine di Mariano Laurenti Regia: Mariano Laurenti. Soggetto: Nino D’Angelo, Francesco Calabrese. Sceneggiatura: Piero Regnoli, Francesco Calabrese, Mariano Laurenti. Fotografia: Silvio Fraschetti. Colore: Luciano Vittori. Montaggio: Carlo Broglio. Collaborazione al Montaggio: Anna D’Angelo. Scenografia: Francesco Calabrese. Musiche: Nino D’Angelo, Franco Chiaravalle. Direzione Musiche: Franco Chiaravalle. Edizioni Musicali: Gesa Milano - Discortng 2000 - Vis Radio. Produttore Esecutivo: Enzo Iacuessa. Case di Produzione: Pro. Me. C. (Roma), Zeus Film (Roma). Distribuzione: Titanus. Aiuto Regia: Filiberto Fiaschi. Assistenti Regia: Vincenzo La Cuessa, Ofelia Garcia. Operatore alla Macchina: Giacomo Testa. Assistenti Operatore: Giacomo Menegatti, Fabrizio Savatori. Assistenti al Montaggio. Sandro Broglio, Angela Rosa Taccari. Fonico: Antonino Pantano. Fotografo di Scena: Gioia Botteghi. Sarta: Giovanna Russu. Truccatore: Silvana Petri. Capo Macchinista: Luigi Orso, Francesco Zuccari. Capo Elettricista: Rodolfo Filibotto. Attrezzista: Valentino Salvati. Suono: Cooperativa di Lavoro Fono Roma srl. Mixage: Romano Checcacci. Pellicola: Eastmancolor Kodak. Canzoni: Arrivederci scuola (Annona - De Paolis, D’Angelo), A mare OO (D’Angelo - Chiaravalle), Ragazzina rock (D’Angelo - Chiaravalle), Finalmente (D’Angelo - Russo), Pop corn e patatine (Lanza - D’Angelo - Chiaravalle), Luntano senza e te (D’Angelo - D’Angelo), Vedrai (Casaburi - D’Angelo), Luna spiona (D’Angelo - G.V.C. Romano Chiaravalle). Genere: Commedia Musicale Sentimentale. Durata. 91’. Interpreti: Nino D’Angelo (Nino), Roberta Olivieri (Anna), Lucio Montanaro (Lucio), Marina Brasiello (Beatrice), Alan Gerbi (Marco), Pippo Cairelli (Pippo), Anna Malvica, Enzo Berri (direttore albergo), Gena Gas (turista sexy al campeggio).

Nino D’Angelo è sempre più popolare e non solo a Napoli, per questo i suoi film spaziano come localizzazione scenografica, accolti con piacere dagli albergatori e dagli enti di valorizzazione turistica. Pop Corn e patatine è ambientato tra Napoli e Taormina, diciamo che la città partenopea funge da cornice - apre e chiude il film - mentre la nota località balneare siciliana vede vivere il corpo della pellicola. Si comincia in musica, gli studenti napoletani promossi all’esame di maturità festeggiano cantando Arrivederci scuola e alcuni di loro organizzano una vacanza a Taormina. Il film parte dal solito tema caro a D’Angelo - pure soggettista insieme a Calabrese - dell’amore contrastato e difficile quando sboccia tra classi sociali diverse. In questo caso è tutto un equivoco, perché Nino è innamorato di Anna (Olivieri), la crede ricca ma non è vero, mentre Beatrice (Brasiello) stravede per il casco d’oro, lei è per davvero ricca (e piuttosto in carne) ma dovrà accontentarsi di Lucio (Montanaro). La storia si sviluppa come un musicarello vacanziero sentimentale, con Nino che parte per Taormina insieme agli amici Pippo (Cairelli) e Lucio, alloggiano in campeggio ma lui - per far colpo sulla ragazzina - finge di vivere nell’albergo più lussuoso, dove lavora lo zio come cameriere. Molti equivoci ma l’amore, come regola di simili film, finisce per trionfare, tra piccole crisi e litigi, scommesse fatte con gli amici per farsi bello, compagni gelosi (Marco, il fratello di Beatrice) che vogliono far finire l’amore tra i due ragazzi. Consacrazione del rapporto sulla spiaggia di Napoli, con la confessione da parte di Anna che aspetta un bambino, quasi a voler sdoganare tra i giovani i rapporti prematrimoniali, un tempo considerati peccato.

Le cose migliori di Pop corn e patatine sono le scenografie siciliane, le sequenze girate a Taormina, nelle Gole dell’Alcantara, al Teatro greco, nella città vecchia e durante alcune sfilate in costume tradizionale, pure se si rischia l’effetto cartolina. Alcune sequenze sono state girate a Genova (inizio e fine), con la finzione che sia Napoli, mentre la scena della barca a vela è ambientata nel porticciolo di Salina, nelle Isole Eolie. Soggetto e sceneggiatura lasciano molto a desiderare, come sempre in questo tipo di film, in definitiva un teen movie, un fotoromanzo per adolescenti, arricchito da musica e canzoni di Nino D’Angelo, alcune non strettamente partenopee. La parte comica è affidata a un Lucio Montanaro in gran forma, che purtroppo non trova una spalla adeguata nell’anonimo Pippo Cairelli, impegnato a caratterizzare la figura di un secchione guardone che studia anche d’estate. Montanaro interpreta diverse gag fisiche (ceffoni a non finire) e verbali (il dialogo d’amore con la ragazza), persino corporali (le mangiate di spaghetti stile Bombolo) che danno verve al film e strappano il sorriso. Pippo Cairelli, invece, duetta con la maggiorata Gena Gas (Gennarina De Nicola), bionda turista provocante che permette a Laurenti e Regnoli di scrivere alcune sequenze ispirate alla commedia sexy (il ragazzo spia la donna con un cannocchiale e con gli specchi rifrangenti) che non vanno mai oltre il minimo consentito da un Nino D’Angelo movie. Genna Gas (1959) è stata una meteora nel firmamento dello spettacolo italiano, cantante (Famme balla’ - Nun me scuccia’) modella, la vediamo interprete di soli tre film (Cicciabomba, Tre superman a Santo Domingo) oltre a partecipare ad alcuni programmi televisivi (Discoring). In questa pellicola contrasta con lo stile acqua e sapone di Roberta Olivieri, fidanzatina storica di D’Angelo nei suoi film, interprete soltanto di questi lavori nel corso della sua breve carriera, ma sempre molto casta e timorata. Nino D’Angelo impersona il solito scugnizzo napoletano un po’ sbruffone e bugiardo ma in fondo tuto cuore, sinceramente innamorato e comunque incapace di non dire e di non fare qualche sciocchezza. Buona la sua presenza comica come spalla di Montanaro ma soprattutto si apprezzano le qualità canore che sono decisamente superiori alle potenzialità di attore. Regia diligente di Laurenti che si concede qualche ralenti marino per immortalare l’amore tra Nino e Anna, alcune dissolvenze oniriche e brevi flashback sentimentali. I dialoghi sono da Baci Perugina: Vorrei che questa estate non finisse mai. Tutto finisce, anche l’amore. Dobbiamo essere ciò che siamo … e via di questo passo. Laurenti e Regnoli inseriscono anche un accenno di pochade in un tessuto di commedia sentimentale con una sequenza in albergo a base di scambio di camere, protagonisti Nino, Anna e una moglie che pensa di sorprendere il marito. E tu chi sei? Chiede la donna quando vede Nino in bagno. Sono uno stronzo innamorato, risponde il popolare casco d’oro. Finale da puro fotoromanzo con la coppia che si ricompone sotto la pioggia in riva al mare e sogna (in una parte onirica al rallentatore) la nascita di un figlio, sottolineata da una canzone ad hoc. Molta musica originale, anche se Popcorn e patatine viene arrangiata sfruttando un brano strumentale di qualche anno prima, inserito nella colonna sonora del film La discoteca. Frase di lancio: Nino D’Angelo vi farà sognare ancora una volta al ritmo travolgente delle sue magnifiche canzoni.

La critica. Marco Giusti (Stracult): “Buon Nino - movie doc con la regia di Laurenti. Nino è un ripetente di ferro (non è difficile crederlo, nonostante l’età avanzata), poverello e sogna ugualmente di impalmare Roberta Olivieri, una ragazza che lui pensa ricca, ma che è, in realtà, povera come lui. La segue così in quel di Taormina, fingendosi ricco e arrivato, come il conte Max di sordi e De Sica. Per risparmiare, nutre i suoi trenta chili con pop corn e patatine come da titolo. Rispettosi della tradizione antica della commedia italiana classista gli spettatori ci credono e sognano coi loro protagonisti”. Molte inesattezze, come se il critico romano non avesse visto il film. Nino non è un ripetente, forse la sua canzone spensierata delle prime sequenze napoletane (Arrivederci scuola) fa capire che non è un amante dello studio ma niente più. Non è vero che a Taormina Nino si nutre di patatine e pop corn, il titolo è giustificato da una canzone e da un’affermazione di Roberta nelle sequenze iniziali, quando dice di mangiare patatine solo perché piacciono a Nino. Paolo Mereghetti (una stella e mezzo): “Per far colpo su Anna, che crede ricca, Nino si finge altrettanto benestante e la segue in vacanza a Taormina. Gelosie ed equivoci faranno venire a galla la verità: ma qualcuno dubito che alla fine l’amore non debba trionfare? Tentativo senza infamia e senza lode di coniugare il melodramma canoro napoletano con la commedia giovanilistico - balneare (Sapore di mare era del 1983). La regia di Laurenti dilata la parte comica, affidata soprattutto al bulimico Lucio Montanaro, ma conserva la morale classista tipica del genere. Piccola curiosità antropologica: con la riconciliazione finale, Nino scopre che Anna è incinta, in ossequio - più che a una logica narrativa (nel film quasi non si vedono baciarsi) - a una realtà sociale”. Pino Farinotti (una stella): “Uno dei vari filmetti cuciti addosso al reuccio (si fa per dire) del melodramma napoletano: Nino D’Angelo. Qui è un povero ragazzo che ama una ragazza ricca. Lui si finge ricco, ma quando si scopre la verità, salta fuori che lui non è certo più povero di lei. Trionfo dell’amore e della mediocrità di un certo cinema italiano”. Morando Morandini non cita neppure l’esistenza del film. Il Davinotti on line è in sintonia con il giudizio insufficiente di Farinotti: “Al di là del risibile soggetto (due righe e mezzo?) sbalordiscono la goffaggine di Nino D’Angelo e il dominio del buona la prima (guardate Nino, al bar, che riaggancia la cornetta dopo aver parlato con la futura suocera!). Nell’imperante cagneria, Montanaro pare Spencer Tracy. Il finale è terrificante” (I gusti di B. Legnani). Leggiamo un altro commento presente sulla popolare rivista telematica: “Classico musicarello vacanziero (Taormina) su amori e gelosie che gioca soprattutto la carta della commedia consegnata a un Lucio Montanaro più in forma del solito e dei ritmi anni Ottanta, caratterizzanti anche le canzoni dello stesso Nino D'Angelo. La storia, affossata da un orrendo epilogo, è comunque insignificante, al pari di tutti i suoi personaggi. Regia al minimo”. (I gusti di Homesick).
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articolo pubblicato il: 31/01/2019 ultima modifica: 08/02/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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