periodico di politica e cultura 19 marzo 2019   |   anno XIX
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cronache: al Teatro Studio Gianni Borgna di Roma

lezioni di musica del XX e XXI secolo


nella stessa sezione:
Si inaugura il 13 gennaio il ciclo “Ritorno al futuro – Lezioni di musica del XX e XXI secolo”, una rassegna di cinque lezioni prodotte dalla Fondazione Musica per Roma e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dedicate alla musica del secolo scorso con uno sguardo rivolto agli sviluppi della musica nel mondo contemporaneo e nel futuro.

Il primo appuntamento, nel Teatro Studio Gianni Borgna alle ore 11, vedrà protagonista Michele dall’Ongaro, compositore, apprezzato divulgatore e Presidente - Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con la lezione dal titolo “Tutta la musica è contemporanea”. Per molte persone avvicinarsi alle tante musiche che popolano gli ultimi due secoli – afferma Michele dall’Ongaro - è impresa scoraggiante: troppi gli scarti con la tradizione “classica”, troppe differenze, troppe dissonanze, troppo rumore, troppo un po’ di tutto. L’estremismo radicale delle cosiddette neo - avanguardie poi non ha certo aiutato nello stabilire un rapporto cordiale, duraturo e fruttuoso tra autore e pubblico, o meglio un certo tipo di pubblico. Eppure, se guardiamo bene, tanti fili - non sempre evidenti - legano autori diversi proprio a quella tradizione. Mostrare questi legami, evidenziare la rete di relazioni tra questo e quello, tra antico e moderno, tra ieri e oggi è lo scopo dell’incontro. Obiettivo che si cercherà di raggiungere con l’aiuto di numerosi esempi audiovisivi che aiuteranno a far risaltare l’importanza dei processi e delle strategie compositive degli autori di ieri e di oggi impegnati in un dialogo continuo al quale dobbiamo solo porgere l’orecchio nel modo giusto per scoprire, al fine, che tutta la musica è contemporanea.

Gli appuntamenti a cadenza mensile saranno tenuti da musicologi e divulgatori come Gianluigi Mattietti e Guido Zaccagnini e dai compositori Michele dall’Ongaro, Kaija Saariaho, Michele Tadini e Carlo Boccadoro che affronteranno il tema della musica contemporanea come ad esempio la straordinaria esperienza della Scuola di Darmstadt, dove mossero i primi significativi passi figure fondamentali per la storia della musica moderna (tra gli altri, Luigi Nono, Bruno Maderna, Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen) per un’indagine che, arrivando ai nostri giorni, metterà a fuoco compositori imprescindibili del panorama contemporaneo (Steve Reich, John Adams) e parlerà delle possibilità di trasformazione del suono offerte dall’elettronica.

Prossimi appuntamenti

Domenica 17 febbraio Kaija Saariaho e Gianluigi Mattietti – incontro con la compositrice La musica di Kaija Saariaho prende spesso spunto da arti figurative, da testi poetici, dalle possibilità di trasformazione del suono date dall'elettronica. Ma sono soprattutto i fenomeni naturali, i modelli biologici e fisici, le aurore boreali, le ninfee, il fumo, i cristalli, a suggerirle forme e materiali. È una musica complessa, finemente lavorata, fatta di contrasti carichi di tensione, di percorsi temporali spiraliformi, ma che si offre all'ascolto con grande immediatezza, come un oggetto seducente, fatto di superfici timbriche trascoloranti, insieme fragile e febbrile.

Domenica 31 marzo Michele Tadini – L'avventura del suono tra arte e scienza Lo sviluppo dell’indagine del timbro; dall’esperienza dei Futuristi alla musica concreta, dalla ricerca elettro acustica alla musica acusmatica Domenica 28 aprile Carlo Boccadoro – America e non solo Un percorso attraverso il minimalismo, movimento artistico di enorme influenza in tutto il mondo. Una musica che dall'America si mette in viaggio verso l'India e l'Africa, mentre in Europa si colora di barocco, di musica popolare tradizionale di memorie storiche. Vedremo come queste musiche parlano tra loro, si contaminano a vicenda, trasbordano nel mondo del rock, del pop, dell'elettronica. Una storia che non è ancora finita.

Domenica 12 maggio Guido Zaccagnini – Vienna, Darmstadt e oltre Il babelico panorama musicale che ci si offre in questo primo scorcio del XXI secolo è la logica conseguenza del numero e della diversificazione delle traiettorie seguite dalla musica negli ultimi cento anni. Ma tra le varie correnti nate agli albori del Novecento, è indubbio che quella inaugurata da Schönberg nei primi anni Venti – condivisa o contestata che fosse – abbia avuto un ruolo centrale nei suoi destini. E ciò anche in virtù di una continuità che agli ideali della Seconda Scuola di Vienna fu garantita dalla nascita, a Darmstadt, dei “Corsi estivi per la Nuova Musica”. Nel giro di pochi anni presero a darsi convegno nella cittadina tedesca quei compositori – non a caso definiti da Mario Bortolotto “i nipotini di Webern” – che per alcuni decenni furono gli alfieri della Neue Musik: Boulez, Stockhausen, Nono, Berio, ecc. Ma a Darmstadt si affacciarono poi musicisti (Cage, Ligeti, Feldman, ecc.) che avrebbero impresso svolte radicali (quanto a stili compositivi, organici strumentali, forme e modalità esecutive, ecc.) di cui ancora oggi verifichiamo la portata e le conseguenze.

articolo pubblicato il: 10/01/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
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