periodico di politica e cultura 23 gennaio 2019   |   anno XIX
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
abbiamo aggiornato la cookie policy e i collegamenti ad essa associati: cookie policy
archivio
Google

teatro: al Nuovo Teatro Ariberto di Milano

"Voglio essere incinto"

I bambini spiazzavano – forse lo fanno ancora – le mamme: “Perché io ho il pisel-lo e lei la patatina?”. Le mamme s’arrampicavano – forse lo fanno ancora – ma non scappavano dai tentativi di spiegazione. I padri? Fuga dall’imbarazzo. Una via d’uscita per non inciampare nell’educazione sessuale casalinga i maschi la trovavano sempre. Forse fanno ancora così. Mirko Corradini andava oltre. Già da piccolo. “Mamma, perché non posso fare figli anch’io?”. Negli anni Mirko la spiegazione se l’è data. Ci mancherebbe. Ma pare si sia sempre più convinto che quella sua richiesta bambina non era “solo” una domanda. Era l’ingenua, origina-le, atipica, divertente e caparbia manifestazione di un desiderio. Diceva “Perché non posso fare figli?” per dire “Voglio essere incinto”. E per davvero.

Crescendo, Mirko Corradini s’è adeguato all’anatomia. Al differente de-stino di genere: destino procreativo. Ma la fissa gli è rimasta: eccome. E oggi, più di ieri, sente di doverla comunicare. E condividere. Come?. Mettendo in scena un parto figurato, recitato. “Partorirà” dialogando con l’immaginabile curiosità del pubblico. Sarà un monologo il suo. E farà l’attore – lui che fa solo il regista - dopo 12 anni dall’ultima volta. Mirko Corradini non partorirà nel dolore. La gravidanza che ha portato allo spettacolo è stata sì una fatica ma si è trattato di fatica allegra. Una fatica elettrizzante per lui e per quanti ne hanno assecondato il progetto riconoscendone il coraggio.

“Voglio essere incinto” è un’onesta ammissione di invidia per il mondo femminile. Ma anche l’invidia – in questo caso almeno – può essere un omaggio, un atto di gratitudine, verso l’universo femminile. Il parto è un dono che si con-feziona per nove mesi tra alti e bassi, slanci e cadute, esaltazioni e depressioni. All’uomo, al maschio, tutto questo è negato. Ma se l’uomo, il maschio, provas-se a mettersi in sintonia? Resterebbe uomo, maschio. Ma finalmente senza la U o la M maiuscola.

Il 19 gennaio 2019 alle ore 20.45 e il 20 gennaio ore 16:30 al Nuovo Teatro Ariberto, Via Daniele Crespi 9, Milano drammaturgia Ornela Marcon e Mirko Corradini regia Mirko Corradini e Andrea Deanesi assistenti regia Andrea Visibelli e Nicola Piffer tecnica e studio Nicola Piffer e Andrea Deanesi grafica scenica Davide Panizza organizzazione Mattia Bertolini

Nuovo Teatro Ariberto, Via Daniele Crespi 9 Una sala che ha riaperto a settembre 2013 con una stagione professionale di alto profilo. Da allora ha ospitato, tra gli altri, Laura Curino, Assemblea Teatro, Beppe Casales, Pacta dei Tea-tri e il vero e proprio “caso” sulle scene milanesi Storia e Narrazione, di Chiara Continisio e Paolo Colombo.

Prezzi: Intero 15,00 € Gruppi 7,50

Info e prenotazioni: Tel. teatro 0258104586 (ore 15-19) 3385268503 - 3482453298 Sito. www.nuovoteatroariberto/prenotazioni/

articolo pubblicato il: 10/01/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
cookie policy