periodico di politica e cultura 16 febbraio 2019   |   anno XIX
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cronache: a Jens Hillje alla Biennale di Venezia

Leone d'oro alla carriera

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E’ Jens Hillje, drammaturgo tedesco e condirettore artistico del Maxim Gorki Theater, fulcro della nuova scena berlinese, il Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2019. Al regista-autore olandese Jetse Batelaan, creatore di innovativi spettacoli per ragazzi e non solo, va il Leone d’argento per il Teatro 2019. Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, accogliendo la proposta del Direttore di settore Antonio Latella. Il Leone d’oro e il Leone d’argento verranno consegnati nel corso del 47. Festival Internazionale del Teatro che si svolgerà a Venezia dal 22 luglio al 5 agosto.

Cresciuto tra Italia e Germania, per anni condirettore artistico della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e Sasha Waltz, prima di approdare al Gorki Theater, Jens Hillje, secondo la motivazione, “riassume nella sua figura professionale tutte le caratteristiche che oggi definiscono il ruolo del drammaturgo, non più solamente artefice della scrittura o dell’elaborazione di testi teatrali come in un recente passato. Hillje ha ricoperto negli anni gran parte dei ruoli che qualificano un drammaturgo contemporaneo, partecipando alla programmazione di importanti teatri, creando sinergie tra attori, autori e registi, collaborando con i più importati nomi della scena internazionale nella proposta di inedite tematiche di lavoro, in grado di orientare le scelte di una direzione artistica. Con grande coerenza, ha cercato di scoprire e lanciare nuovi autori per la scena, occupandosi di scegliere, per i teatri nei quali ha lavorato e lavora, attori giovanissimi, affiancandoli a registi altrettanto giovani o già affermati. Grazie al suo operato, ha contribuito alla creazione di un nuovo pubblico, proveniente da differenti ceti sociali ed aree geografiche, un risultato sorprendente ed esemplare, capace forse di mettere in discussione la logica commerciale a cui spesso si piega il teatro di oggi”.

Poco più che quarantenne, il regista Jetse Batelaan, secondo la motivazione, “si è imposto nel panorama internazionale come artista singolare e innovativo, artefice di un teatro dalla forte e riconoscibile impronta personale. Proponendo opere di forte impatto visivo, Batelaan rilegge i miti contemporanei creando una magia scenica in grado di sedurre anche lo spettatore più scettico. Grazie a un uso sapiente della macchina teatrale, il regista olandese, che, per scelta, rivolge le sue opere principalmente a un pubblico di adolescenti o bambini, riesce a coinvolgere persone di ogni età, caratteristica che è propria del grande teatro popolare. Con Batelaan il teatro per ragazzi, che spesso viene a torto considerato di serie B o comunque di una categoria inferiore rispetto a quello ‘ufficiale’, torna a rivestire l’importanza che merita e che ha avuto in passato, come peraltro insegna la storia della Biennale Teatro”. Due gli spettacoli che Jetsi Batelaan presenterà nel corso del 47. Festival Internazionale del Teatro a Venezia (22 luglio > 5 agosto): The Story of the Story, un’archeologia del racconto, e War, che affronta temi tragici con inaspettata e profonda leggerezza.

In passato il Leone d’oro alla carriera per il Teatro era stato attribuito a Ferruccio Soleri (2006), Ariane Mnouschkine (2007), Roger Assaf (2008), Irene Papas (2009), Thomas Ostermeier (2011), Luca Ronconi (2012), Romeo Castellucci (2013), Jan Lauwers (2014), Christoph Marthaler (2015), Declan Donnellan (2016), Katrin Brack (2017), Antonio rezza e Flavia Mastrella (2018). Il Leone d’argento, dedicato alle promesse del teatro o a quelle istituzioni che si sono distinte nel far crescere nuovi talenti, è stato attribuito in passato a Rimini Protokoll (2011), Angélica Liddell (2013), Fabrice Murgia (2014), Agrupación Señor Serrano (2015), Babilonia Teatri (2016), Maja Kleczewska (2017), Anagoor (2018).

Jens HILLJE (Germania, 1968) - Dal 1989 al 1995 studia Arti applicate all’Università di Perugia, studi che prosegue a Hildesheim e a Berlino. Dal 1990 lavora nella scena del teatro indipendente tedesco come attore, autore e regista. Dal 1996 al 1999 lavora a Berlino come drammaturgo per Recherche Faust/Artaud, diretto da Thomas Ostermeier, con cui inizia un lungo sodalizio: insieme fondano Barrack al Deutsches Theater, uno spazio e una compagnia per mettere in scena i testi della drammaturgia contemporanea. Dal 1999 fino al 2009 è capo-drammaturgo e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz: con loro crea un ensemble permanente di danza e prosa di rilievo internazionale. In qualità di drammaturgo lavora con i maggiori esponenti del teatro europeo: oltre a Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. La pièce Crazy Blood, regia di Nurkan Erpulat, ha vinto il premio della critica tedesca come spettacolo dell'anno 2011. Sempre nel 2011 è stato Direttore artistico e curatore del Performing Art Festival - In Transit presso Haus der Kulturen der Welt (HKW) di Berlino. Dal 2013 è co-direttore e capo-drammaturgo del Maxim Gorki Theater di Berlino, nominato Teatro dell'anno dalla rivista Theater Heute nel 2014 e nel 2016. La Preussiche Seehandlung Foundation l'ha premiato nel 2016 con il Theaterpreis Berlin insieme a Shermin Langhoff, direttrice artistica del Gorki Theater.

Jetse BATELAAN (Leiden – Olanda, 1978) – Si è diplomato in regia nel 2003 all’Accademia di teatro e danza di Amsterdam. Dopo aver lavorato come artista indipendente e come regista ospite per il Theatergroep Max e il gruppo di mimo-teatro Bambie, dal 2009 al 2013 è associato in qualità di regista al Ro Theater di Rotterdam. Dopo aver riscosso successo nazionale e internazionale nel 2013 è nominato direttore artistico della compagnia Teater Artemis, compagnia leader del settore dedicato al teatro-ragazzi. Contemporaneamente al Theater Artemis collabora con altre realtà teatrali quali Het Zuidelijk Toneel e De Warme Winkel. Sin da giovanissimo ha ricevuto premi importanti, fra cui: Young Theatre Prize al Theater aan Zee Festival nel 2001, Erik Vos Award, molti Silver Cricket Award e un Golden Cricket Award. Per gli spettacoli Come on father, drink (2005) e If you run fast enough, no-one will know where you are (2016) ha ottenuto il VSCD Mime Award, uno dei massimi riconoscimenti della critica olandese. I suoi lavori sono stati presentati da importanti Festival: Het Theaterfestival, Theaterfestival Boulevard, New Island Festival di New York, Parc de la Villette di Parigi, Wiener Festwochen di Vienna, La Bâtie-Festival di Ginevra, Theaterfestival di Basilea, Westwind Festival di Colonia, Panoptikum di Norimberga e BIBU Biennale for Children di Helsingborg, fra gli altri.

articolo pubblicato il: 31/01/2019

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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