periodico di politica e cultura 17 ottobre 2018   |   anno XVIII
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arte e mostre: in mostra alla Pinacoteca di Bari le incisioni donate da Enzo Di Martino

"Mimmo Paladino Mathematica"

di Michele De Luca

Sabato 13 ottobre , alla Pinacoteca metropolitana “Corrado Giaquinto di Bari” verrà presentata da Clara Gelao ed Enzo Di Martino, la cartella “Mimmo Paladino Mathematica”, che verrà esposta fino al 18 novembre. L’esposizione è costituita da sei incisioni a colori realizzate da Mimmo Paladino (cm 30 x 40,8 su carta “Arches” di cm 56 x 76). Le sei incisioni, in origine, sono raccolte in una cartella, accompagnata da un testo di Enzo Di Martino dal titolo Mathematica (editrice Art of this Century, New York, 2001), donata dal critico d’arte alla Pinacoteca. La raffigurazione di sei misteriose figure di Matematici, immobili, solenni e indecifrabili, abbigliati con vesti sontuose, sacerdotali; le forme e i numeri che adornano le loro figure, appaiono simbolicamente sacrali. La donazione è stata offerta dal critico e storico dell’arte “a testimonianza” della stima e dell’amicizia nei confronti di Clara Gelao, che il 30 settembre ha lasciato la direzione della Pinacoteca per raggiunti limiti di età. Per un Ente artistico di livello nazionale quale è la Pinacoteca di Bari, questa donazione è di grande importanza perché va ad arricchire in modo significativo la collezione di disegni e grafiche di autori contemporanei italiani con sei incisioni di un artista prestigioso come Mimmo Paladino.

La collaborazione di Di Martino con la Pinacoteca di Bari, come si ricorderà, ha avuto inizio con la mostra “Paladino. La scultura” (2012), ed è continuata con “Mimmo Paladino nel bastione di Santa Scolastica” (2016), “Sandro Chia e i guerrieri di Xi’An” (2017). Negli anni più recenti il Di Martino ha fatto alcune donazioni di particolare significato. Ha iniziato nel 2013 con la donazione di 30 importanti opere grafiche al Museo di Palazzo dei Pio a Carpi, mentre nel 2016 gli e stata dedicata una sala a Palazzo Farnese di Ortona per ospitare la sua donazione di 20 opere grafiche di artisti italiani e stranieri e 150 libri d’arte. Nel 2017 ha donato 550 libri d’arte alla Biblioteca annessa alla Pinacoteca di Bari e, nello stesso anno, ha donato 100 disegni storici alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, documentati da un volume ed. Marsilio.

L’idea della donazione della cartella “Mathematica”, costituita da sei incisioni a colori dell’artista Mimmo Paladino, proposta da Enzo Di Martino – ricorda Francesca Pietroforte, Consigliere per i Beni e le Attività Culturali, è partita da una confidenza a me rivolta quando, ormai più di un anno fa, io e il noto critico d’arte ci siamo incontrati a Bari per l’inaugurazione di una mostra. L’intento, che difficilmente siamo riusciti a nascondere a Clara Gelao, era quello di omaggiare la Direttrice in occasione del suo ritiro, dopo essere stata per decenni la guida della nostra Pinacoteca, traghettandola – compito arduo che lei ha saputo interpretare con professionalità e lungimiranza – dalla fase in cui un museo era misurato in base agli oggetti che custodiva verso una visione più moderna dell’istituzione culturale, maggiormente orientata al visitatore … Di qui nasce un dovuto e sentito omaggio che noi tutti, attraverso la generosità di Di Martino – a cui rivolgiamo un sincero ringraziamento – tributiamo alla direttrice Gelao, non perché questo sia l’ultimo passo di una lunga e importante esperienza, ma perche rappresenti il primo di un nuovo percorso che, ci auguriamo, possa essere foriero di altrettante soddisfazioni”.

Riguardo alla serie di opere esposte, come dice Di Martino, “la rappresentazione della figura umana e uno degli aspetti più sorprendenti della manifestazione dell’arte perché e in questa operazione che l’artista rivela chiaramente la sua riconoscibile calligrafia espressiva e, allo stesso tempo, la sua inevitabile ambiguità. Come accade di vedere in queste sei misteriose figure di Mimmo Paladino, immobili e solenni, indecifrabili. A ben vedere, del resto, la filosofia dei numeri può coincidere con la filosofia delle forme e nel caso di Paladino la ‘sacra ambiguità’ della rappresentazione può indurre a pensare che si tratta forse di alchimisti, pensatori medievali che affermano di possedere la “pietra della conoscenza”. I numeri e le forme sono peraltro ricorrenti nell’opera di Mimmo Paladino e risultano infine gli strumenti decisivi delle sue alchimie immaginative.

articolo pubblicato il: 07/10/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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