LaFolla.it - il futuro demografico
periodico di politica e cultura 16 agosto 2018   |   anno XVIII
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il futuro demografico

di D. B. V.


nella stessa sezione:
Agli italiani – alluvionati dalla pubblicizzazione di falsi problemi, ripetitivi dibattiti politici e dichiarazioni dalla più insignificante solennità – è forse arrivata con poca evidenza la divulgazione dell’ultimo rapporto dell’ISTAT sul “futuro demografico” dell’Italia. Ne hanno dato notizia, nemmeno in prima pagina, vari giornali: quello qui riprodotto è un servizio de “Il Messaggero” (a firma Giusy Franzese). Ne raccomandiamo l’attenta lettura. Chissà che un sempre maggior numero di persone non si convinca finalmente che la denatalità in Italia (il Paese più vecchio e meno prolifico dell’Europa, a sua volta il più vecchio e meno prolifico continente del mondo) è IL PROBLEMA DEI PROBLEMI, cioè quello da cui praticamente discendono tutti gli altri problemi (sistema pensionistico, scuola, spesa sanitaria, trasporti, sicurezza, immigrazione, ecc. ecc.)…

Dai dati scientificamente previsionali ISTAT si possono evincere alcune incontestabili indicazioni:

Invece di propalare annunci di redditi gratis a chi non produce o mantenimenti insostenibili a immigrati clandestini o parassitari finanziamenti alle Regioni e società partecipate, L’URGENZA E’ UN PIANO MASSICCIO DI AGEVOLAZIONI, SERVIZI E GARANZIE PER LE NUOVE FAMIGLIE SECONDO NATURA CHE METTONO AL MONDO FIGLI E LI CRESCONO IN CONTESTO SANO E PROMETTENTE, accompagnato da una moderna campagna culturale contro l’egoismo esistenziale e a favore della solidarietà generazionale.

Invece di promettere ai disoccupati del Sud (2 giovani su 3) un lauto mensile per stare a casa, al fine di vantarsi di aver preso milioni di voti che a buon diritto andrebbero chiamati……voti di scambio, L’URGENZA E’ UN PROGRAMMA IMMEDIATAMENTE CANTIERABILE DI INFRASTRUTTURE FISICHE E TECNOLOGICHE NEL MEZZOGIORNO NONCHE’ LA RIQUALIFICAZIONE DELLE UNIVERSITA’ SUL PIANO SCIENTIFICO, che consentano di riconsiderare il Sud come attrattivo terreno di investimenti e insediamenti produttivi di beni e servizi.

Invece di continuare il suicidio dell’accentramento delle risorse, dei servizi, dei centri direzionali con conseguenti flussi demografici verso i capoluoghi e città maggiori, con tutti i connessi degradi di ingolfamento urbico e ingaglioffimento periferico, L’URGENZA E’ IL RILANCIO – CON REGIMI FISCALI PREMIALI, RETICOLO DIFFUSO DEI SERVIZI PUBBLICI PRIMARI, NORMATIVE D’INVESTIMENTO CITTADINO MIRATO – DELLE COMUNITA’ E CITTA’ MEDIE E PICCOLE DEMOGRAFICAMENTE, soprattutto nelle aree interne e marginali, PER UN DIVERSO MODELLO DI INSEDIAMENTO ANTROPICO che restituisca interesse e possibilità di abitare e lavorare su tutte le parti del territorio nazionale.

Naturalmente anche altre cose, ma se abbiamo letto bene quei dati, ci sembra che senza queste tre priorità si preparino problemi tremendi per i nostri figli e nipoti. A meno che il sempre invocato “stellone d’Italia” non abbia inventato frattanto soluzioni geniali o assicurato una nuova palliativa forma di “tiriamo a campare”…

articolo pubblicato il: 29/07/2018 ultima modifica: 14/08/2018

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