periodico di politica e cultura 26 settembre 2018   |   anno XVIII
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
abbiamo aggiornato la cookie policy e i collegamenti ad essa associati: cookie policy
archivio
Google

finanza

il bazooka fumante

di Domenico Massa


La FED ha aumentato i tassi precisando che entro il 2018 ci sarà un ulteriore aumento, la BCE ha confermato che per il momento non alzerà i tassi. Identica situazione nel gennaio del 2016 portò ad una situazione di panico con due picchi in gennaio e in febbraio che fecero temere il peggio. Furono necessarie le parole di Mario Draghi che per la prima volta dichiarò prima di potere, poi di volere ed infine utilizzò “armi non convenzionali”: l’ormai famoso “bazooka di Draghi” operando l’acquisto di titoli sul mercato. Quello che nelle narrazioni giornalistiche è impropriamente chiamato Q.E. associandolo all’analoga manovra posta in essere negli USA immediatamente dopo lo scoppio della crisi finanziaria, con la quale la FED ha immesso quantità mastodontiche di liquidità sul mercato per ridare forza all’economia.

Nel caso della BCE l’azione oltre che tardiva è diversa perché agisce esclusivamente sui corsi dei titoli oggetto degli acquisti e di conseguenza rivitalizza i comparti. Recentemente dopo molti anni di approccio miope all’argomento qualcuno sta ponendo all’ordine del giorno la differenza di azione ed i risultati di due Organi: la FED e la BCE, che hanno Statuti ed obbiettivi che non possono essere confusi come accade a causa di un approccio grossolano. Nel gennaio del 2016 Janet Jellen operò agendo sulla leva dei tassi, nella piena autonomia del mandato e degli obiettivi della Fed: la “piena occupazione” e solo secondariamente il controllo della svalutazione. La Jellen considerata una colomba e scelta da Obama per sostituire il “falco” Bernanke fece un ragionamento che non venne metabolizzato dagli operatori.

L’America si stava avvicinando alla piena occupazione e questo avrebbe portato ad un aumento dei salari, ad una rivitalizzazione dei consumi interni e di conseguenza all’aumento dei prezzi. Ragionamento ineccepibile da un punto di vista scolastico, ma in pratica il maggior numero di occupati non dava il via ad una spinta inflazionistica per il solo fatto che la piena occupazione veniva raggiunta in settori a basso valore salariale.

Contemporaneamente nel “vecchio continente” i segnali non si vedevano proprio e l’attenzione si stava spostando sul debito pubblico degli Stati UE. In quest’area geografica il Governatore della BCE aveva finito tutte le cartucce dello scarso arsenale a sua disposizione. La concomitanza delle due diverse situazioni scatenò un’ondata di vendite talmente potente che anche gli operatori più attenti, preparati ed informati cominciarono a pensare che forse c’era dell’altro che ancora non si riusciva a delineare.

La stessa maledetta sensazione che fu avvertita nel giugno del 2008 quando ancora nessuno sospettava l’esistenza del problema dei “sub-prime” e dell’impatto che avrebbero avuto i CDS (credit default swap). Mario Draghi nei primi giorni del 2016 dovette dimostrare che in caso di necessità sarebbe potuto andare oltre i limiti del mandato della BCE; in un primo momento il mercato ci credette, ma scommise sulla impossibilità di Draghi di fare quanto annunciato ed alla fine comparve la canna fumante del “bazooka” che convinse che non era il caso di dubitare.

Lentamente, molto lentamente si è palesata una ripresa dei corsi degli indici ed altri temi hanno influenzato ed influenzeranno gli scambi. Oggi, infine, sono state possibili le azioni che troppo precocemente aveva tentato la FED per riportare alla normalità e far rientrare in maniera ordinata gli stimoli straordinari concessi all’economia. Soltanto coloro che ben conoscono i meccanismi che regolano l’economia ed hanno esperienza sufficiente per capire quando la regola applicata stride con i fondamentali della realtà sono in grado di proteggere i patrimoni dalle scelte dettate dall’emotività e dall’eccesso di operatività, che inesorabilmente colpisce gli operatori poco istruiti o con scarsa esperienza e che non conoscono o hanno dimenticato la regola aurea: “primo, non subire perdite irreparabili, secondo utilizza strumenti di qualità ; controlla quotidianamente la volatilità del tuo portafoglio e non ti avventurare nel Timing perché rappresenta un vero e proprio rischio di depauperazione dei patrimoni”.

articolo pubblicato il: 17/06/2018 ultima modifica: 30/06/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
cookie policy