periodico di politica e cultura 11 agosto 2020   |   anno XX
direttore: Gabriele Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
archivio
Google

le lettere a "La Folla"

il commiato del Minustro Pisanu alla Consulta Islamica

Il 26 aprile p.v., alle ore 11, in un clima di tacito commiato da parte del Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ( presumibilmente uscente dal futuro governo ) per la terza volta, dopo l'inaspettato rinvio della riunione preannunciata per il 28 marzo u.s. (a ridosso delle elezioni ), si riunirà la Consulta islamica, creata nel tentativo di individuare elementi concreti per la soluzione dei probemi dell'integrazione delle Comunità musulmane nella società nazionale, nell' ottica piu' ampia di lotta generale contro i fenomeni "fondamentalisti". Si tratterà, verosimilmente, dell'ultimo incontro tra tale organismo ed il suo sostenitore nonché fondatore principale (proprio il citato Ministro), che si vedrà costretto ad abbandonare quel lavoro di paziente diplomazia avviato con quella parte d'Italia musulmana che, comunque, richiederà analoga attenzione a colui che avrà l'onere e l' onore di presiedere il Viminale nel governo Prodi. Ed è a tale personaggio che appare opportuno ricordare la difficoltà che dovrà affrontare nel continuare l'opera del suo predecessore, richiamandogli alla mente gli esiti della precedente riunione, risultati significativi in una prospettiva futura di dialogo con l'islam italiano. La precedente riunione del 7 marzo u.s. si è distinta, infatti, nei contenuti, per aver dato vita a due correnti di pensiero palesate attraverso l'elaborazione di due documenti : uno, elaborato da Souad Sbai,, giornalista e ricercatrice universitaria di diritto islamico presso l'università di Caserta, presidente della confederazione delle donne marocchine in Italia, nonchè direttore responsabile del giornale "Al Maghrebiya" che, come sostenuto da un altro membro della Consulta, Yahya Pallavicini, " è quello che ha ottenuto maggiori consensi e che definisce le linee guida di orientamento dell'Islam italiano: un Islam, cioè, 'distinto' e 'distante' da ogni forma di terrorismo e di fondamentalismo" ed il secondo, presentato dall'Ucoii (Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia ) che " invece, punta su una islamizzazione formalista e sulla legittimazione dell'Islam all'interno della società italiana, più che su una vera integrazione, con il rischio di creare società parallele".

Le prossime riunioni, quindi , saranno le prime effettuate con posizioni diverse sul nastro di partenza della corsa verso l'integrazione, permettendo di delineare il futuro percorso da seguire nelle attività e, nel contempo, dovranno incentrarsi nell'osservazione del comportamento dei tre rappresentanti che hanno ritenuto opportuno dissociarsi o, quanto meno di non aderire al documento della Sbai ed, in particolare:

- Mohamed Nour Dachan italiano di origine siriana, medico, presidente della Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia - U.c.o.i.i.) ;
- Khalid Chaouki (marocchino, studente, operatore della comunicazione) ;
- Rachid Amadia (algerino, imam).

Letti cosi' questi nominativi possono essere poco significativi per chi non è addetto ai lavori, ma è opportuno ricordare che Mohamed Nour Dachan è presidente della Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia a cui , da sola, fanno capo una trentina di centri islamici ed a cui si collegano, a loro volta, un'ottantina di moschee e quasi trecento luoghi di preghiera che non hanno ancora lo status di moschea e talora sono ubicati in appartamenti privati. Khalid Chaouki, invece, è stato presidente dell'associazione Giovani Musulmani d'Italia ( di cui era socio fondatore) e da cui si dimise nel 2004 ( cosi'come spiego', in una lettera inviata al mensile Al Maghrebiya - diretto proprio dalla Sbai con cui ora non concorda ), per la "mancata autonomia" di alcuni dirigenti e la "mancanza di pluralismo e libertà di confronto nel panorama dell'Islam italiano" ed attualmente, è direttore del sito www.musulmaniditalia.com. Rachid Amadia , inoltre, algerino, è una figura d'imam " moderato "della moschea di Salerno che, pur non godendo della stessa popolarità dei precedenti personaggi, è un punto di riferimento per migliaia di musulmani. Tutti, quindi, sono dotati di una indiscussa leadership nell'ambito nel mondo musulmano italiano. Ed è in tale contesto che il loro atteggiamento, nella prossime riunioni della Consulta islamica con il nuovo rappresentante del Viminale, sarà determinante ai fini di un giusto indirizzo del prosieguo delle attività, nel quadro di un auspicabile dialogo con e tra le varie anime dell'islam, in una sintesi d'intenti che individui quale comune denominatore la conoscenza reciproca e la tolleranza delle diversità in un'ottica di pace e coesione sociale.

Buon lavoro, nuovo Ministro!

Claudio Bragaglia

Siamo convinti che la speranza di tutti sia che le persone di buon senso, nell'Islam come in qualsiasi altra realtà, prevalgano sempre sugli estremisti


commenta questa lettera


Raccomandiamo ai gentili lettori di inviare lettere concise. In caso contrario saremo costretti a ridurle. Questa è una tradizionale rubrica di lettere al direttore e non un forum. Essendo inoltre il nostro un giornale online, deve sempre proporre articoli brevi e quindi, a maggior ragione, lettere brevissime. Ringraziamo per la sensibilità dei cortesi corrispondenti.

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttore responsabile: Gabriele Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
fondato il 1/12/2001 - reg. Trib. di Roma n 559 2002 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
cookie policy