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spettacolo
io non ho paura
di Franco Olearo


Italia 2003
Regia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Niccolò Ammanniti, Francesca Marciano
Interpreti: Dino Abbrescia, Diego Abbatantuono, Aitana Sànchez
Genere: Drammatico
Censura Italiana: film per tutti

La distesa dorata dei campi di grano che brillano sotto il sole estivo del Sud è forse quello che resta maggiormente nella memoria dopo aver visto l'ultimo film di Gabriele Salvatores .
Ci resta inoltre l'esserci sentiti, per il breve tempo del film, completamente immedesimati nella visione di un ragazzo di 11 anni, di aver visto il mondo esterno ed i "grandi" dalla sua altezza, aver provato le sue stesse paure di fronte all'ignoto, ma al contempo aver sognato un mondo che non c'è, fatto di orchi e di mostri ed aver provato una forte solidarietà verso un altro ragazzo molto diverso da lui, biondo, con l' accento del Nord, una solidarietà senza barriere che solo i ragazzi della sua età possono raggiungere.

Siamo nel 1978 e un pugno di case in mezzo ad una campagna interamente coltivata a grano racchiudono pochi sonnacchiosi adulti che sopravvivono alla calura estiva mentre i loro figli hanno organizzato una banda con tanto di capo dispotico che ogni giorno parte all'esplorazione del mondo circostante. E' proprio in una di queste esplorazioni che il bambino Michele, trovatosi solo, scopre sotto una lamiera, l'esistenza di un cunicolo dove sopravvive uno strano essere che si nasconde sotto una coperta scura.

Da quel momento per Michele inizia una doppia scoperta: la progressiva conoscenza di quel fragile esserino che vive nella buca, bisognoso di bere, di mangiare e di favole come lui, ma anche il mondo degli adulti e dei suoi stessi genitori. Un mondo che sembrava ormai conosciuto e quindi rassicurante, fatto di carezze e di rimproveri, di regali e di punizioni, ma che assume ora un profondità sinistra, che lascia intravedere angoli bui a lui prima sconosciuti, tanto oscuri che Michele non vorrebbe neanche indagare, per evitare di conoscere una verità che possa devastare il suo fragile equilibrio . I grandi si radunano appena i ragazzi vanno a letto, il padre e la madre hanno degli amici che ispirano gelo e diffidenza e la stessa madre, luogo da sempre dell'ultimo rifugio, sembra ora che lei stessa abbia bisogno di protezione.

Stupenda la sceneggiatura di questo film dove tutto è filtrato attraverso la psicologia infantile, , con grande acume e sensibilità, merito del bel libro di Niccolò Ammanniti che ne ha curato anche la trasposizione cinematografica. Ottima la fotografia. Un appunto va fatto solo sulla credibilità di alcuni personaggi adulti ed in particolare a quello della madre. Una donna che ama suo figlio non sarebbe stata così passiva nei confronti di iniziative così crudeli verso un altro ragazzo; avrebbe dovuto mostrare un maggiore conflitto interiore e forse maggior spirito di ribellione.

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