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attualità scientifica
nuove pile per la guerra

La guerra tecnologica fa sì che le truppe in movimento abbiano sempre più bisogno di energia elettrica, generata da pesanti gruppi autogeni e immagazzinata in ingombranti batterie da portarsi al seguito.

Grazie ai finanziamenti della Defence Advanced Research Projects Agency, i ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory hanno ideato un sistema miniaturizzato per convertire combustibile liquido in elettricità.

Si tratta di un sistema che genera elettricità partendo dall'idrogeno prodotto da un processore e dall'ossigeno contenuto nell'aria, con l'ausilio di poco metanolo (ma si potranno usare anche altri derivati dal petrolio, come il carburante per aerei, il butano e il gasolio).

Il processore è più piccolo di una moneta, mentre tutto il sistema è grande più o meno come un accendino.

Il prototipo è suscettibile di rapidi miglioramenti e si presuppone che potrà sostituire batterie piuttosto pesanti.

L'apparato è stato studiato per trovare svariate applicazione in campo militare ma, come spesso è accaduto in tante altre occasioni, la tecnologia militare potrà essere in seguito usata anche per scopi civili.

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