torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

attualità scientifica
andata e ritorno dal petrolio

Abbiamo già avuto occasione di scrivere, a proposito della zanzara tigre che si annida nei vecchi pneumatici, che alcune ditte utilizzano le gomme in disuso per produrre detersivi "naturali", al "limone".

Adesso l'Istituto di carbochimica del CSIC (Consiglio delle ricerche) di Saragozza ha trovato un altro utilizzo per i copertoni vecchi. Si tratta di convertire la gomma in combustibile sintetico.

Il metodo si basa su di un processo termico pulito, quasi autosufficiente (solo il cinque per cento dell'energia necessaria al processo proviene da fonti esterne).

La lavorazione inizia con la separazione del caucciù (da anni ottenuto sinteticamente dal petrolio) dalle parti metalliche. La gomma viene poi sottoposta ad un processo di pirolisi che produce gas ad alto contenuto di idrocarburi, con un residuo solido pari ad un terzo del totale.

I gas vengono poi sottoposti ad un processo di condensazione che li trasforma in oli. Parte del residuo solido viene utilizzato come combustibile del processo di pirolisi, mentre una piccola parte è utilizzata come assorbente delle emissioni gassose del processo di combustione.

Gli oli ottenuti sono utilizzabili per rettificare benzina, cherosene e GPL.

Ma anche l'italiana Pirelli si sta muovendo su questa linea. Un cementificio in provincia di Cuneo alimenta i propri forni con il CDR-P, un combustibile brevettato dalla Pirelli che viene prodotto con multeplici rifuti, tra i quali i copertoni. Il CDR-P non rilascia esalazioni inquinanti, a differenza del carbone, ed è pochissimo costoso. Se la produzione prenderà piede, nei prossimi anni potranno essere trasformati in combustibile dodici dei ventinove milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani che vengono prodotti ogni anno in Italia.

La due ricerche sono di enorme importanza ecologica, perché i vecchi pneumatici non possono essere immagazzinati all'infinito e la loro distruzione per incendio è altamente inquinante (attualmente, a differenza del passato, solo una piccola quota di pneumatici è rigenerata e riutilizzata).

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it