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speciale la tragedia di Chernobyl
anni prima, da un'altra parte
di Carla Santini

Per anni (dal 1949 al 1956) i responsabili del complesso nucleare segreto di Mayak, negli Urali, fecero versare milioni di metri cubi di materiale radioattivo (76 milioni, per l'esattezza) nel fiume Tecia.

Le acque del fiume rimasero limpide e sulle sue rive famigliole pacifiche andavano a fare merenda e a raccogliere le more.

L'impianto di Mayak è stato anche protagonista di due incidenti, tenuti rigorosamente nascosti dalle autorità sovietiche fino al crollo dell'URSS.

Nel 1957, 29 anni prima di Chernobyl, quindi, l'esplosione di un reattore disseminò radiazioni in una vasta regione ai confini della Siberia. Ma non basta. dieci anni dopo, nel 1967, un lago artificiale in cui venivano immagazzinate scorie radioattive evaporò per gran parte a causa di un'estate particolarmente calda e secca. Forti venti sparsero una nube radioattiva su una estesa superficie.

Ancora oggi nei pressi del fiume Tecia i valori del livello di radiazione sono superiori anche di mille volte a quelli presenti naturalmente in zone non contaminate.

Solo con l'avvento di Gorbaciov e della sua politica di glastnost gli abitanti dei paesi lungo il fiume vennero a sapere perché tanto alta era l'incidenza tra di loro di leucemie, cecità, aborti spontanei e malformazioni. Le autorità sovietiche avevano tenuto rigorosamente segreta ogni informazione, imponendo addirittura i medici di diagnosticare malattie diverse da quelle effettivamente riscontrate nei pazienti.

La gente sentiva un sapore strano, se provava a bere la limpida acqua dei fiume, ma si pensava a qualche scarico industriale, non certo a scorie radioattive. Nella criminale incoscienza di chi sapeva come stessero effettivamente le cose, intere scolaresche, nel corso di manifestazioni ecologiche, venivano condotte sulle rive del Tecia per ripulirle, con conseguenze terribili per gli studenti.

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