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cinema
la piccola Lola
di Franco Olearo

Francia 2004
Regia:
Bertrand Tavernier
Sceneggiatura: Tiffany Tavernier, Dominique Sampero, Bertrand Tavenier
Durata: 128'
Interpreti: Jacques Gamblin, Isabelle Carre'
Genere: Drammatico

I coniugi Seyssac vivono fra i monti dell'Alvernia (lui e' un medico condotto) ma non hanno figli. Decidono di impegnare i loro non molti risparmi per sostenere le spese del viaggio e di una permanenza di molti mesi in Cambogia dove pare sia pi facile adottare un bambino...

Tavernier ha sempre inquadrato le sue storie in contesti molto realistici; e' troppo convinto che la realta' nuda e cruda sia piu' avvincente di qualunque finzione sopratutto per chi, come lui,sa vedere le cose con una forte tensione civica e morale. E successo con "Ricomincio da oggi" sull'impegno di un direttore didattico che si prodiga per risolvere i tanti casi umani dei suoi alunni, in "Legge 621" sul problema della droga in Francia; in "La vita e nient'altro" contro la retorica militare.

Ora Tavernier affronta con coraggio e determinazione un tema attuale e scottante ma forse sospettato di esser poco cinematografico: quello delle adozioni internazionali. Il fatto che questo film abbia suscitato un'ampia discussione in Francia e che infine abbia contribuito alla decisione di apportare semplificazioni sulla legge per le adozioni, costituisce il primo vero pregio del film, al di la' del giudizio artistico che gli si possa dare.

Attraverso gli occhi di Pierre e G%eacute;raldine viviamo un viaggio attraverso un inferno di umiliazioni, di senso d'impotenza, di alternanza tumultuosa dei sentimenti, della necessita' di avere tanti soldi e tanto, tanto tempo.

Il fatto stesso di decidersi a partire per un paese cosi' lontano e stare fuori patria per un numero imprecisato di mesi rischiando la stessa continuita' professionale, costituisce di per se una prova forte di fiducia e di speranza nella capacita' dei due coniugi di mettere in gioco tutto loro stessi. Appena arrivati nella caotica Phnom-Pehn in piena stagione dei monsoni, il loro entusiasmo si infrange di fronte ad un muro di burocrazia indifferente, lenta e interessata. L'approvazione di ogni singolo documento deve venir adeguatamente "oliato" e perche' questo concetto sia chiaro, i vari capi ufficio li fanno attendere una, due, tre settimane; quando tutto sembra a posto, un cavillo li costringe a iniziare da capo. Géraldine desidera ardentemente questo figlio ed e' sottoposta a terribili sbalzi emotivi quando gli viene presentato un bambino che riesce a tenere un momento fra le braccia salvo poi venir informata che l'orfano e' stato gia' assegnato: scoprira' piu' tardi che le coppie statunitensi e canadesi pagando anche 20.000 dollari per un'adozione, riescono ad ottenere cio' che anche lei desidera in pochi giorni. I Seyssac sono una coppia affiatata e alla fine di ogni giornata piena di frustrazioni riescono a trovare nel loro amore la forza per proseguire. Il momento della prova maggiore arriva quando, dopo un viaggio in un paesino fino ai confini del Vietnam, Géaldine si ritrova sul sedile dell'auto, accanto a se, una culla con una tenera bambina. Puo' essere sua pagando il pattuito alla madre che e' troppo povera per mantenerla. Lo scontro e' fortissimo fra G´aldine che ormai si vorrebbe arrendere al compromesso e Pierre che vuole proseguire per l'incerta strada di un'adozione regolare. La loro stessa unione rischia di spezzarsi.

La piccola Lola e' un film difficilmente classificabile: si pone al confine fra il dramma ed il genere documentario. Se altre volte Tavernier ha avuto successo nell'impiegare dettagli anche minuti della prosaica quotidianeita' per rendere la tensione che la pura realta' riesce a esprimere, forse questa volta ci ha voluto raccontare troppo e una certa ripetitivita' delle situazioni rischia di annoiare. Pierre e Géaldine sono un bell' esempio di marito e moglie capaci di aiutarsi l'un l'altra sopratutto quando uno dei due si lascia sopraffare dallo scoraggiamento. Tavernier li ritrae nella tenerezza della loro intimita' notturna e se questa decisione e' comprensibile per sottolineare l'armonia della loro unione, anche in questo caso il regista opta per una ripetitivita' non sempre giustificabile, che ha suggerito di proporre questo film a partire dai maggiorenni.

(per gentile concessione di www.familycinematv.it)

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