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arte e mostre
Giulio Aristide Sartorio: il realismo plastico tra sentimento ed intelletto
di Manuela Mattei

Ad Orvieto in piazza Febei, nelle sale di Palazzo Coelli, completamente ristrutturato e tornato al suo antico splendore, la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto inaugura una nuova serie di attivita' rivolte alla realizzazione di importanti mostre d'arte antica e moderna, proponendo ben settantaquattro opere di Giulio Aristide Sartorio, un eclettico artista, pittore, critico darte e romanziere, che visse il fine secolo dell'unita' d'Italia e l'inizio del nuovo, realizzando opere di pittura in forma scultorea, con i grandi cicli decorativi allegorici.

Artista dalla forte personalita', viaggiatore instancabile, arruolatosi volontario nella I guerra mondiale, Sartorio esploro' nel campo della pittura temi quanto mai vari, utilizzando le tecniche piu' diverse sia nellambito degli oli, con colori resi a volte con corposita materica per una migliore realizzazione plastica, come in Bambina di profilo, 1924, ed altre con la leggerezza dell'acquerello come in Fregene, 1925, un olio facente parte di una serie di dipinti al mare in cui l'artista si cimenta nelle rappresentazioni degli affetti familiari; parimenti si dedico' all'acquerello, alla tempera , alla china, al pastello.

In rassegna quasi la meta' delle opere esposte sono inedite e documentano l'attivita' dell'artista quale paesaggista, come in alcuni pastelli sulla campagna di Roma, tecnica alla quale era stato iniziato dallamico F.Paolo Michetti, ma anche La mattanza delle foche, 1924, alle isole Lobos, quasi una denuncia animalista, o paesaggi di guerra come in Trasporto funebre sull'Adamello, o La passerella sospesa a Castellaccio, entrambi del 1918, del ciclo dei dipinti realizzati durante la grande guerra.

Non potevano certo mancare Abisso verde, un olio realizzato verso la fine degli anni Ottanta, dal grande fascino cromatico e sapore preraffaelita, il tenero olio su tela Bambina ferita, 1926, alcuni nudi, tra cui Nudo femminile disteso di spalle, 1900, vari splendidi studi preparatori per il fregio che decorava la Sala del Lazio in occasione della Mostra Straordinaria per l'inaugurazione del valico del Sempione (1906) e quelli per il fregio dell'Aula del Parlamento a Montecitorio, pittura in forma scultorea per la quale G.A. Sartorio e' certamente piu' noto al grande pubblico.

La rassegna e' curata da Studio Ottocento cosi' come il pregevole volume catalogo che accompagna la mostra, edito da Orvieto Arte Scultura Sviluppo, con la riproduzione delle opere, una ricca antologia di scritti critici di e su Sartorio, ivi inclusa La favola di Sansonetto Santapupa, scritta da Sartorio nel campo di prigionia di Mauthausen, che narra sotto forma di romanzo la sua vita sino allesposizione romana del 1883, in cui esordi' ufficialmente come pittore.

Sino al 18 luglio, dal martedi' alla domenica con orario 10,00-18,00; chiuso il lunedi'. Costo del biglietto 6,00, ridotto carta unica Orvieto, 5,00, gruppi 16 pers. 4,00, gruppi 20 pers. e scuole 3,00. Ufficio stampa S. Matassi.

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