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Gregory Peck

È morto Gregory Peck, l’ultimo grande attore di una stagione assolutamente irripetibile. Attori che hanno tracciato nel mondo stellato del cinema una scia che ancora oggi splende. Grazie al proliferare dei canali televisivi, attori ormai scomparsi da decenni, continuano ad affascinarci con le loro interpretazioni. Gregory Peck era e sarà uno di questi grandi interpreti che continuerà a farci compagnia.

Con la fedele moglie Veronique accanto se ne è andato a 87 anni nella su casa di Los Angeles. Persona timida, schiva della mondanità ha avuto nella sua lunga carriera cinque nomination ma soltanto una volta è riuscito ad ottenere l’oscar con il film “Il buio oltre la siepe”.

Vacanze Romane, uno dei suoi film più famosi, ha messo in risalto la sua dolcezza e la sua impacciata timidezza.

Tutti i più grandi registi lo hanno scritturato per interpretare film divenuti famosi: Moby Dick di John Huston, Io ti salverò di Alfred Hitchcock, Vacanze romane di William Wyler, Le nevi del Kilimangiaro di Henry King con la stupenda Ava Gardner, I Cannoni di Navarone di J. Lee Thompson. Ma in molti articoli rievocativi che ho letto non ho mai visto comparire il titolo di un western che ricordo con piacere: “ L’avamposto degli uomini perduti”, un film particolare, una trama inconsueta.

Forse non ho visto tutti i films del grande Peck. Ora le varie TV sicuramente ci riproporranno una completa filmografia dell’attore e sarà piacevole vedere o rivedere uno degli ever green che hanno segnato in modo indelebile la storia del cinema.

Politicamente schierato con i democratici è stato un grande fans di Clinton e non ha mai avuto in gran simpatia il repubblicano Reagan tanto da fargli dichiarare in un intervista “credo di non essere nella lista dei 10 migliori amici di Reagan".

Personalmente non amo gli uomini pubblici, come sono anche gli attori, che si schierano politicamente con tanta ostentazione. Lo schierarsi può deludere parte degli spettatori che amano un personaggio. A Gregory Peck possiamo perdonare anche questo, come possiamo perdonare quel giovane giornalista americano che introduce la mano nella Bocca della Verità di fronte ad un’incredula Audrey Hepburn nel film Vacanze Romane.

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