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spettacolo
matrix reloaded
di Franco Olearo


USA 2002
Regia: Larry ed Andy Wachowsky
Sceneggiatura: Larry ed Andy Wachowsky
Interpreti: Keanu Reeves (Neo), Carrie/Anne Moss (Trinity), Laurence Fishburne (Morpheus)
Genere: fantasy
Censura Italiana: tutti
Censura USA: Restricted

Suggerirei, per vedere questo film, di adottare le seguenti regole:

1) per chi non ha visto il precedente film della serie (Matrix, uscito nel 1999 con la regia degli stessi fratelli Wachowsky) occorre procurarsi un riassunto della puntata precedente, perché Matrix Reloaded non fa alcuno sforzo per venire incontro ai neofiti, ma riprende da dove era finito l'ultimo film.

2) occorre impegnare il massimo dell' attenzione durante i dialoghi, perché sono sovraccarichi di filosofia e di messaggi simbolici.

3) non tenere in alcun conto di quello che ho detto nei punti precedenti.

In effetti è molto meglio non preoccursi più di tanto di seguire la storia, che sembra costruita solo per portarvi verso le tre più spettacolari sequenze del film: una specie di baccanale danzante nelle caverne della citttà sotterranea; il combattimento di Neo con centinaia di cloni dell'agente Smith, suo avversario computrizzato; infine il concitato inseguimento in autostrada con scontri fra camion, auto e moto.

Allo stesso modo accettate i dialoghi senza prenderli troppo sul serio, giusto quel tanto che serve per carpirne la suggestione evocativa.

Agendo in questo modo, riuscirete forse a a godervi i pochi pregi che questo film è in grado di offrire.

Confesso di essere stato, quattro anni fa, fra i tanti ammiratori del primo Matrix, così ricco di suggestioni: quel senso di angosciante incertezza del non sapere dove finisce il mondo reale e dove inizia quello creato al computer; della paura fisica di dover fronteggiare, usando solo l'astuzia, un nemico sfuggente, più potente di noi umani. Un film che riusciva a farci riflettere sul pericolo incombente di una realtà virtuale che acquista sempre più spazio nella nostra vita di ogni giorno.

Il secondo Matrix sembra, rispetto al primo, un guscio vuoto: i significati originari si sono persi ed è rimasta tanta computer grafica, combattimenti stilizzati come dei balletti, scene di azione lunghissime che non riescono a sostenere il peso di tutto il film.

Temo che siano successe due cose contemporaneamente: da una parte i fratelli Wachowsky, forti del successo del primo film, si sono sentiti autorizzati a liberare ogni freno creativo per infliggere agli spettatori i loro deliri di filosofia fumettistica, di dubbi sul fato, la predestinazione, il libero arbitrio.

Al contempo viene il sospetto che l'immaginario stilizzato del film sia stato realizzato solo per vendere gadgets: i lunghi pastrani con gli immancabili occhiali neri, i video game usciti in contemporanea che riproducono i principali combattimenti del film.

Un'ultima annotazione, patriottica.

Quando è apparsa Monica Bellucci, eravamo pronti a fare il tifo per questa nostra gloria nazionale ed a perdonare a priori qualunque fragilità interpretativa. Ma è stato impossibile. Rinchiusa in un vestito chiaro che le stava malissimo, con due ridicole protuberanze-fazzoletto sui fianchi (ma dove sono finiti i sarti francesi o italiani?), ha detto due frasi due e poi è scomparsa, senza lasciare traccia.

Il film abbonda di combattimenti di kung fu, di duelli con spade, con pistole. Grandi salti fra un camion e l'altro che potrebbero trovare nei più piccoli degli imitatori anche se, ad onor del vero, non ci sono dettagli raccapriccianti.

Vi è infine una scena di amplesso statica con parziale nudità dei due protagonisti e un ballo collettivo, ripreso al rallentatore, con saltuari movimenti allusivi.

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