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diritto
disposizioni sulla tutela degli animali domestici
di Stefano Ratiglia
Avvocato civilista

I lettori permetteranno, per questo numero estivo, una breve divagazione dagli usuali temi di natura civilistica trattati in questo spazio, per affrontare un problema noto a tutti, ma forse non molto conosciuto dal punto di vista giuridico.

Anche quest’anno, con la bella stagione, la voglia di andare in vacanza sta facendo dimenticare a molte persone di avere un dovere, morale e giuridico, di non abbandonare i propri animali domestici.

Di fronte a questo e ad altri problemi connessi al maltrattamento degli animali la legge, fino a qualche anno fa, non prevedeva una disciplina dettagliata nÚ garantiva loro alcun diritto. Ad esempio l’art. 638 cod. penale, ricompreso nel Titolo “dei delitti contro il patrimonio”, riduceva ogni comportamento crudele nei confronti degli animali ad un abuso sulle “cose” di proprietÓ di altre persone.

Attualmente, grazie ad una nuova coscienza animalista formatasi negli anni ed alle leggi 281/91, 157/92 e 473/93, gli animali, finalmente, vengono tutelati in quanto esseri viventi, dotati di sensibilitÓ psichica e fisica e, pertanto, capaci di provare dolore.

Il caposaldo giuridico della difesa dei diritti degli animali Ŕ l’art. 727 del c.p. che prevede il reato di maltrattamento. Grazie a questo articolo i maltrattamenti e l'abbandono di animali viene punito con ammende severe.

Nonostante ci˛, ogni anno vengono abbandonati, soprattuto nei mesi estivi, migliaia di animali, soprattutto cani e gatti. Questa spregevole abitudine Ŕ causa, oltretutto, di numerose conseguenze.

La prima di queste Ŕ che l’abbandono di un animale provoca moltissimi incidenti stradali (oltre 4000 nell’ultimo anno). Inoltre, gli animali abbandonati, soprattutto i cani, se non muoiono di fame o investiti da qualche veicolo, spesso si uniscono in pericolosi branchi o si ammalano, rischiando di diventare veicolo di infezioni.

Ma, soprattutto, il fenomeno dell’abbandono alimenta un mercato clandestino terribile, incrementando il commercio per la vivisezione, i canili lager della malavita ed i combattimenti clandestini (zoomafia).

Ulteriori novitÓ importanti si stanno oggi affacciando nel campo giuridico; una nuova proposta di legge, per ora approvata solo dalla Camera, prevede l’introduzione nel codice penale di un nuovo Titolo, interamente dedicato ai “delitti contro gli animali”. I numerosi articoli prevedono, tra l’altro, pene da 2 mesi a 4 anni di reclusione, multe da 2.500 a 100.000 euro ed aggravanti per chiunque causi lesioni gravi o la morte di un animale.

╚ auspicabile che la nuova normativa possa sensibilizzare le persone ad un atteggiamento differente nei confronti degli animali che, finalmente, anche per legge, dovranno essere considerati non alla stregua di cose, ma come esseri viventi titolari di loro diritti personali.

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