torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

speciale il lungo luglio del '43
lo sbarco in Sicilia

Lorenzo P., detto Lorenzino, minatore, figlio e nipote di braccianti, era bersagliere di guardia in Sicilia, quando vide arrivare i soldati americani; dalla sua posizione ne uccise 37 o 38, non ricordava bene, fino a quando il suo tenente non gli puntÚ la pistola alla testa ordinandogli di smetterla immediatamente.

Ancora molti anni dopo, pur essendo divenuto comunista (ma fascista non lo era stato mai) ricordava quegli avvenimenti affermando che il tenente era un traditore.

Senza dubbio i "traditori", sempre che ci fossero stati, erano da ricercarsi a livelli piu' alti di quelli di un tenentino, certo e' che la retorica dell'isola imprendibile e del "bagnasciuga" si dissolse nel giro di pochissimo, come di li' a un mese si doveva dissolvere l'intero esercito italiano.

Lo sbarco in Sicilia era stato preceduto un mese prima da quelli nelle isole minori; l'11 giugno era caduta Pantelleria, il 12 Lampedusa e Linosa, tutte e tre senza alcuna resistenza.

Pantelleria era considerata "la Malta dell'Asse" ma, nonostante gli ordini fossero quelli di resistere ad oltranza, fino ad esaurimento di acqua, cibo e munizioni, l'ammiraglio Pavesi, comandante la piazzaforte, fece alzare bandiera bianca non appena le navi nemiche apparvero all'orizzonte.

Che gli alleati potessero contare sull'assoluta superiorita' aerea e su un numero di carri e artiglierie soverchiante e' fuor di dubbio, come e' altrettanto vero che i carri italiani erano denominati "scatole di sardine", come dire un'utilitaria di fronte ad una Ferrari; cio' non toglie, pero', che con gli stessi mezzi ad El Alamein l'esercito italiano si era comportato in tutt'altro modo.

Fatto sta che, ad esclusione degli uomini della divisione Livorno, il numeroso contingente presente sull'Isola non oppose, in pratica, alcuna resistenza. Perche', non si sapra' mai. Affermare che tutto il nostro esercito era composto di antifascisti militanti o di pacifisti convinti Ť assurdo. L'unico episodio di rifiuto della guerra avvenne nel 1940, quando gli alpini del battaglione Exilles si ribellarono all'idea di andare all'assalto delle linee francesi in cui militavano ragazzi di valli vicine, in molti casi anche loro parenti. Il resto Ť storia. Alle 4.45 del 10 luglio 1943 ebbe inizio l'operazione Husky, con lo sbarco di 160mila angloamericani sulla costa sudorientale della Sicilia.

L'esito dello sbarco si vide nei primi due giorni, poi, senza troppa fretta, in poco piu' di un mese l'isola era completamente conquistata.

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it