torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

elzevirino
blackout per tutti
di Ada

Sedici anni fa agli italiani fu chiesto di dire la loro sull’energia atomica, nulla di drammatico come la pace o la guerra, ma si trattava di un problema che ben pochi sapevano inserire nelle proprie visioni della vita collettiva con una conoscenza sia pur minima della materia e delle prospettive future. Il referendum del 1987 fu vinto a man bassa dai fautori del no al nucleare. In Italia l’atomo fu bandito e mentre nel resto dell’Europa si continuavano ad erigere imponenti monumenti alla modernità ( è vero sono brutti) a un centinaio di chilometri da Roma fu bloccata la costruzione della prima grande centrale già costata migliaia di miliardi ( ad oggi con quella che l’ha sostituita ne sono stati bruciati oltre venticinquemila) e senza che il problema energetico sia stato risolto.

Non fu una scelta felice. Oggi vediamo tutti che il blackout totale o parziale di questi giorni ci mostra drammaticamente come il nostro Paese già in declino per conto suo, non regge neppure a questa richiesta di una ormai elementare fonte di lavoro, di ricchezza e di vita civile e moderna. Una scelta infelice fatta dagli italiani e dai partiti politici che li guidavano sotto la spinta nefasta dei cosiddetti “verdi” che terrorizzarono gli elettori dopo il drammatico incidente di Cernobil. Si sa del resto che per costruire una nuova centrale atomica occorrono circa dieci anni e nessuno dei politici del tempo aveva il coraggio di impegnarsi in un’impresa impopolare e dover poi aspettare tanto per vederne i risultati positivi. Risultati anche economici tanto è vero che la Francia ci vende megawatt a profusione d’energia prodotta dall’atomo ed anche la Slovenia sta realizzando le sue centrali ad un tiro di schioppo dai nostri confini. Gli affari sono affari e la dabbenaggine degli italiani bisogna pure sfruttarla. Gli italiani, unico popolo in Europa a dichiarare la guerra all’atomo (vi ricordate i comici cartelli all’ingresso dei tanti Comuni “denuclearizzati”?) furono trattati dai loro dirigenti politici come e peggio di una tribù incolta e inconsapevole guidata dai suoi sciamani che predicavano sciagure immani e la fine del mondo dietro l’angolo.

E ora che fare? Poco o niente purtroppo perché il giorno dell’atomo è passato e forse non c’è il tempo per iniziare da capo (i francesi dicono però che nei prossimi vent’anni si dovrà raddoppiare la produzione d’energia elettrica nei vari Paesi europei per stare al passo con la richiesta). I nostri governanti puntano ora a snellire la realizzazione di centrali ”normali”, una di queste , di grandi dimensioni, è bloccata in Piemonte perché disturberebbe la vita e la riproduzione di un uccello di specie rara. Io, ma sono solo, proporrei di batterci per far dichiarare (dall’ONU ?) il popolo italiano una specie umana protetta e da proteggere, sappiamo da chi.

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it