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cronache
tra famiglia e lavoro

convegno UCID a Milano


«Gestire le risorse umane vuol dire mettere al centro il rispetto dell'individuo, creare le migliori condizioni per il suo lavoro e la sua crescita e valorizzarne le competenze. E vuol dire anche responsabilizzarlo e portarlo a condividere strategie e valori aziendali. Così cresce il dipendente e cresce anche l'impresa». Parola di Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, una delle più importanti società italiane a occuparsi di software e servizi per l'amministrazione e la gestione del personale. Linda Gilli interviene al convegno "Tempi del lavoro, tempi della famiglia" organizzato dall'UCID - Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti all'Abbazia di Opera (MI), evento collaterale al VII Incontro Mondiale delle Famiglie che vedrà arrivare a Milano il Santo Padre.

L'intervento di Linda Gilli, dal titolo "Riconoscere e promuovere i talenti tra famiglia e lavoro", fa parte dei contributi portati da imprenditori, psicologi e docenti di economia e diritto alla riflessione sul tema sempre più critico della conciliazione tra famiglia e lavoro. «Sono tanti gli strumenti a disposizione degli imprenditori per gestire le persone perseguendo l'obiettivo della loro crescita e di quella dell'azienda -afferma Gilli-. Si tratta di analizzare il clima aziendale, le competenze del personale, di monitorarne il lavoro nel tempo; ma anche di pianificare accuratamente la formazione interna e di organizzare un sistema premiante per valutare e riconoscere le prestazioni».

Un esempio delle Buone Prassi messe in campo dalla stessa Inaz è il progetto Famiglia-Lavoro, volto a conciliare questi due aspetti fondamentali della vita dell'individuo e dell'azienda in modo che entrambe possano trarne vantaggio. «Puntiamo su flessibilità e formazione per mantenere la professionalità di chi si assenta per il congedo parentale -spiega ancora Linda Gilli-. Incentiviamo il rientro dopo tre mesi, su base volontaria, seguendo sempre il dipendente durante l'assenza e applicando dove possibile il part-time e il telelavoro». Dall'altra parte, i colleghi sono sensibilizzati a non considerare un'assenza per maternità o paternità come un aggravio di lavoro e responsabilità. Il management è spinto a proteggere le competenze durante il congedo e a valorizzare le persone al rientro. Continua Gilli: «Vogliamo superare stereotipi che mortificano sia le donne, viste solo nel loro ruolo di "brave mamme", sia gli uomini, ritenuti incapaci di curare e crescere i figli piccoli».

Per i papà dedicarsi alla famiglia è una straordinaria opportunità di crescita, e questo ha effetti positivi anche sul lavoro. Per le mamme investire su se stesse e sulla propria carriera, cercando di ridurre al minimo il distacco dalla propria realtà professionale, è una scelta che a medio e lungo termine ripaga sul piano economico e personale. A condizione, appunto, che l'azienda sappia sostenerle nel percorso con i giusti strumenti.

«Crediamo che ogni lavoratore debba essere messo in grado di organizzare il proprio tempo tenendo conto delle sue esigenze familiari e di dare il meglio in azienda -conclude Linda Gilli-. Se questo si verifica, l'impresa può solo crescere».

articolo pubblicato il: 29/05/2012

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