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attualità scientifica
polvere di stelle

Fino a 10 anni fa, gli scienziati non credevano possibile che la polvere proveniente da altri sistemi stellari potesse penetrare all'interno del nostro sistema solare, grazie alla magnetosfera che presenta la nostra stella.

La sonda Ulisse scopri' che questa teoria era erronea.

La sonda, costruita dall'E.S.A., gode di una prospettiva unica, grazie alla sua traiettoria intorno al sole, che la porta sopra i poli, fuori dal piano ellittico (il piano nel quale si muove la maggior parte dei piani e delle sonde di esplorazione). Dalla sua posizione, l'Ulisse scopri' particelle di polvere stellare che attraversavano lo scudo magnetico della nostra stella, particelle che giungono nei pressi della terra e degli altri pianeti al termine di un lungo viaggio.

Le ultime ricerche condotte con lo strumento DUST, a bordo della sonda, conferma l'esistenza di un flusso di polvere stellare che ci raggiunge regolarmente, nonostante venga deviato dal campo magnetico solare. Durante il periodo che chiamiamo massimo solare, una fase di grande attivitā che segnala la fine del ciclo di 11 anni della nostra stella, il campo magnetico del sole si destabilizza a causa dell'inversione della sua polarita'.

In questo particolare momento, lo scudo magnetico si affievollisce e una maggiore quantita' di polvere stellare puo' penetrare nel sistema planetario.

Il fatto piu' interessante č che, nonostante il massimo solare sia passato e che l'attivita' abbia iniziato a calmarsi ( a partire dal 2001), la quantita' di polvere stellare che penetra nel sistema solare continua a crescere.

Gli scienziati pensano che cio' sia dovuto al modo in cui la polarita' cambio' fase durante il massimo solare.

Invece di invertirsi completamente, passando da nord a sud, i poli magnetici del sole girarono solo fino a posizionarsi sull'equatore. Questa configurazione, nonostante sia stabile, č piu' debole della precedente e permette la penetrazione di polvere stellare 2 o 3 volte maggiore che durante gli anni 90. Il flusso potra' incrementarsi fino a 10 volte entro la fine dell'attuale ciclo solare, nel 2012.

Malgrado cio', non dobbiamo preoccuparci. La polvere stellare consiste in particelle molto piccole, di appena la centesima parte dello spessore di un capello umano. Non colpira' i pianeti, ma potra' influire sugli asteroidi, colpendoli e staccandone grosse parti. E' tuttavia possibile che i pannelli solari delle navi spaziali vengano colpiti piu' frequentemente, producendo una graduale riduzione della loro capacita' di produrre energia.

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