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attualità scientifica
antimateria solare

Le esplosioni che avvengono nel Sole producono particelle di antimateria. L'osservazione di questo fenomeno fornisce informazioni molto interessanti e potrebbe modificare le attuali teorie fisiche.

Le eruzioni solari sono tra le esplosioni piu' potenti che avvengono nel Sistema Solare. La maggioranza di esse puo' emettere tanta energia come un miliardo di bombe nucleari da un megatone.

Alcuni scienziati hanno utilizzato il satellite Rhessi della NASA per ottenere fotografie e dati su di una particolare eruzione, avvenuta il 23 luglio 2002, della quale si conoscono ora i risultati della ricerca.

Il piccolo osservatorio spaziale ha utilizzato i suoi strumenti per captare la radiazione gamma e i raggi X ad alta energia procedenti dall'eruzione, con una precisione e chiarezza senza precedenti. Entrando in contatto, l'antimateria si autoannienta con la materia normale, producendo uno scoppio di energia molto potente. Con le tecnologie di oggi possiamo produrre antimateria in quantita' molto piccola, utilizzando grandi acceleratori che fanno collidere atomi tra di loro. L'eruzione del luglio 2002 ha prodotto mezzo chilo di antimateria, sufficiente per il fabbisogno energetico degli USA di due giorni. Questa antimateria, contrariamente alle previsioni, non si distrutta dove ci si aspettava.

L'antimateria descritta spesso come immagine speculare della materia ordinaria. Per ogni tipo di particelle esisterebbe una particella di antimateria identica, ma di carica elettrica opposta. Abbiamo cosi' antiprotoni e antielettroni (prositoni). L'antimateria poco diffusa nel nostro unverso, ma puo' essere creata mediante collisioni ad alta velocita' tra particelle di materia normale, nelle quali parte dell'energia d'urto permette di produrre antiparticelle.

L'antimateria si produce nelle eruzioni solari per questo, quando le particelle che si muovono veloci a causa dell'esplosione urtano con altre pi lente che si trovano nell'atmosfera solare.

La teoria delle eruzioni solari afferma che tali collisioni avvengono in regioni relativamente dense dell'atmosfera del Sole, dato che sono necessarie molte collisioni per produrre significative quantita' di antimateria. In base a cio', gli scienziati si aspettavano che l'antimateria si annientasse in quegli stessi luoghi dove c'erano molte particelle di materia ordinaria disponibili per il contatto. Secondo i risultati del Rhessi, l'eruzione presa in esame poteva aver lanciato le particelle di antimateria lontano da dove erano state prodotte, distruggendosi in una regione di densita' inferiore a causa delle alte temperature.

Probabilmente le eruzioni sono capaci di creare quantita' importanti di antimateria in regioni meno dense. Gli scienziati stanno studiando il fenomeno per trovare una spiegazione chiara di questo apparente spostamento.

Le eruzioni solari sono anche in grado di lanciare particelle caricate elettricamente, presenti nell'atmosfera del Sole (elettroni e ioni), quasi alla velocita' della luce.

E' come se le eruzioni classificassero le particelle, per la loro massa e per la carica elettrica, mentre le lanciano ad altissima velocita'.

In ogni caso, queste informazioni ci forniscono nuove conoscenze sul funzionamento delle eruzioni prodotte dall'attivita' magnetica del Sole.

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