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speciale Cernobyl nel Mediterraneo
troppo plutonio nel mare di Palomares

Stando alle previsioni ed allo studio dei movimenti demografici in atto, negli anni futuri si verifichera' un notevole aumento della popolazione andalusa, perché decine, se non centinaia, di migliaia di europei del nord si trasferiranno nel sud della Spagna per godere laggiu' la propria vita di pensionati, facilitati dalla possibilita' di essere assistiti sanitariamente grazie alle norme comunitarie, di spendere in euro, di sentirsi pieni cittadini come se fossero nel proprio Paese d'origine.

In questo quadro si comprende come le autorita' regionali andaluse siano restie (ancora oggi che la liberta' di stampa in Spagna vanta piu' di un quarto di secolo) a parlare non solo di cio' che accadde nel 1966 a Palomares, ma soprattutto a prendere nella dovuta considerazione quello che probabilmente sta accadendo: la contaminazione nucleare dell'uomo tramite la catena alimentare.

Nel 1966 quattro bombe termonucleari statunitensi di potenza complessiva pari a novecento volte la bomba di Hiroshima , caddero per un incidente aereo sulla provincia di Almeria. La prima giunse tranquillamente a terra con il suo paracadute, altre due ebbero problemi di atterraggio e fecero rilevare un notevole tasso di radioattivita' a terra, la quarta fini' in mare e quando ottanta giorni dopo fu ripescata dava evidenti segnali di radioattivita'.

La faccenda non ebbe la risonanza che meritava, per la censura che a quell'epoca vigeva sull'informazione spagnola, per i rapporti con gli americani (nel 1953 gli USA avevano "sdoganato" il regime franchista in cambio di cooperazione militare), per la paura di compromettere il turismo, settore trainante dell'economia andalusa.

Solo da poco sono cominciati a circolare studi sul problema. Joan Albert Sanchez Cabeza, professore di Fisica dell'Universita' autonoma di Barcellona, ha rilevato concentrazioni di plutonio nel plancton del mare antistante la costa di Palomares cinque volte maggiori di quelle rilevate in altri punti delle coste del Mediterraneo. Il plancton è mangiato dai pesci, i quali a loro volta passano sulle tavole di consumatori, per cui esiste la concreta possibilita' di un trasferimento di plutonio all'uomo.

I valori di americio e di plutonio nelle acque dell'emisfero settentrionale risentono naturalmente degli esperimenti nucleari degli anni Cinquanta, per cui è normale rilevare tracce di americio o di plutonio, ma a Palomares, se l'americio è nella norma, non altrettanto si puo' dire del plutonio, nonostante il sindaco Juan José Perez si affanni a dire che tutto è in regola.

Il dottor Pedro Antonio Martinez Pinilla ha condotto gli studi epidemiologici piu' approfonditi sulla popolazione di Palomares, lamentando che alcune sue dichiarazioni sui risultati ottenuti siano state rese pubbliche in modo distorto e parziale. Il medico ha anche rimarcato il fatto che le amministrazioni competenti non abbiano seguito la situazione, dall'incidente fino ad oggi, in modo adeguato, con scarsa accuratezza dei protocolli di registrazione dei dati, mancanza di rigore scientifico e volonta' di minimizzare la realta'. Sembrerebbe che in passato alcuni medici abbiano taciuto le vere cause di alcune morti, per cui sarebbe necessario provvedere ad esumazioni.

A parziale giustificazione dei medici, va considerato che le morti per radiazioni di materiali radioattivi come le particelle alfa di plutonio (effetti di una reazione nucleare dell'uranio) avvengono di norma venti anni dopo la contaminazione, per cui gli effetti nefasti del Pu-239,240 e dell'Am-241 non sono immediatamente riscontrabili. Resta il fatto che, rispetto alla popolazione di Guazamara (altro municipio della provincia di Almeria) che ha costituito il gruppo di controllo, le morti per cancro sono in percentuale enormemente maggiore (3,7 contro o,9 per cento).

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