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cronache
a Luigi Enzo Mattei il Premio Marconi
di Luigi Di Cuonzo

A Luigi Enzo Mattei, lo scultore bolognese che ha osato cimentarsi nell'ardua impresa di dare un corpo al "più bello dei figli degli uomini", partendo dai dati oggettivi delle misure corporee, scientificamente rilevati su quel contrastato e appassionante reperto storico che e' la Sacra Sindone di Torino, e' stato assegnato, di recente, il prestigioso Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Arte Elettronica "Guglielmo Marconi".

Lo annuncera', a New York, nel mese di dicembre 2003, il segretario Generale del Premio, Dottor Bartolomeo De Ciola, in una cerimonia che si terra' all'Istituto italiano di Cultura, ove sara' allestita la rassegna dedicata ai Maestri ed agli artisti contemporanei insigniti del Premio.

Ai convegni conclusivi del "Premio Marconi" sul tema Arte e Scienza e "Idea di comunicazione", presieduti dal 1988 da Giulio Carlo Argan e, dopo la sua scomparsa, da Gillo Dorfles, hanno partecipato il Magnifico Rettore pro tempore dell'Universita' di Bologna, Fabio Roversi Monaco, i Presidenti della Fondazione Marconi, Giacomo Corazza e Gabriele Fulciasecca, la Presidenza del Circolo Artistico di Bologna, Silvano Conti, Umberto Severi, Bartolomeo De Ciola; numerosissimi e validissimi critici e storici dell'arte, letterati e artisti, dei quali sarebbe lavoro improbo stilare un elenco, senza cadere, forse, in qualche fortuita e incolpevole dimenticanza, hanno curato, all'interno del Comitato scientifico, tutte le rassegne sin qui realizzate.

L'altissimo riconoscimento, riservato a Mattei per la pittura e la comunicazione visiva, come Premio 2004, e la sua partecipazione alla rassegna di Dicembre a New York, con opere apprezzate dal pubblico che accorre sempre piu' numeroso alle sue esposizioni e dai critici piu' attenti, severi e rigorosi nelle loro analisi estetiche, varranno, certamente, a stimolare il Maestro, nella sua creativita' e nell'impegno del suo instancabile lavoro, profuso in numerose realizzazioni di sicuro ed eccellente valore artistico.

La realizzazione della Porta Santa della Basilica Patriarcale di Santa Maria Maggiore in Roma, opera vaticana dedicata al Terzo Millennio, e la lunga, silenziosa, meditata e rigorosamente, documentata produzione della splendida, unica e irrepetibile opera scultorea de il Corpo dell'Uomo della Sindone, conservata al Museo della Sindone di Torino, hanno contribuito notevolmente alla diffusione della conoscenza e della giusta fama di Mattei, da sempre, impegnato seriamente e con passione, nel campo delle arti visive. Membro del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino e del Magistero professionale grafico nella specializzazione estetica e progettazione, l'Artista, e' insignito dell'Ordine Mauriziano, dell'Ordine di Sant'Agata, del Paul Harris Fellow, del Melvin Jones Fellow e, nelle recenti manifestazioni cinquecentenarie della Disfida di Barletta, e' stato nominato Cavaliere della Disfida.

Sue opere figurano in piu' di ottanta musei e gallerie pubbliche in tutto il mondo.

Il suo amore per la ricerca, confortato da ricca ed entusiasmante creativita', lo conduce a provare vie nuove di espressione artistica che avvalorano vieppiu' la sua vasta e variegata produzione, gia' affidata alla storia civile e dell'arte dal momento che e', anche, autore del complesso scultoreo della Futa e dintorni, nell'Appennino tosco-emiliano, e' presente, nella sua città natale, Bologna, nelle maggiori collezioni d'arte, nella Metropolitana di San Pietro, nella Basilica di Santo Stefano con il Cristo addormentato nel sonno della morte e, nella Basilica di San Petronio, della quale si onora essere il 77° scultore dall'anno della fondazione, il 1390, con dieci opere in terracotta, tra le quali la Parete Dal Monte e la Sacra Nativita'.

Con Mattei, giustamente gratificato dall'assegnazione di un Premio cosi' importante come il "Premio Marconi", credo debbano gioire anche tutti quei visitatori - pellegrini che hanno potuto varcare la Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma nell'anno giubilare del duemila, ma soprattutto quella folla infinita di credenti, non credenti, agnostici, laici, religiosi, vecchi, bambini, giovani, uomini, donne che hanno avuto occasione di soffermarsi da soli, in gruppo, in coppia, in visita scolastica davanti al Corpo dell'Uomo della Sindone, nelle oculate e centellinate Ostensioni di Torino, Bologna, Urbino, Barletta, Maddaloni, Frigento.

Una ragazza di sedici anni, studentessa di scuola media superiore, ha scritto:

".. ho sentito come una forza che mi spingeva, che mi invitava a guardare quella persona che, per anni, avevo immaginato, per anni avevo sperato di vedere, per anni avevo creduto che... Era semplicemente stupefacente. La statua emanava un fascino eccezionale, quasi conturbante. Alla sua visione sono rimasta letteralmente impietrita, quel corpo irradiava una luce e un'energia che quasi mi spingeva a prostrarmi dinanzi ad un tale splendore.

...Mi ha avvolto ed ha sprigionato in me un forte senso di inferiorita', irraggiungibilita' e anche un po' di rabbia. Rabbia di non poter vedere quel corpo in vita, cosi' bello, maestoso, affascinante, cosi' inevitabilmente umano. Infatti, quel corpo, sembrava il corpo di un uomo non defunto ma, semplicemente, addormentato; la sua postura era avvolta da un velo di grazia, di eleganza, quasi divina. Non appariva un corpo affranto dal dolore, anzi sembrava godere di grande quiete e pace, era un corpo di un uomo che era quasi nel momento di risorgere. Ero li' che lo guardavo, ammiravo ogni piccolo particolare di quella statua che non è solo una scultura nata dalla creativita' di un artista e, neanche, il risultato di una fredda ricostruzione scientifica, ma una vera opera, frutto di una fede che, per anni, gli uomini hanno accresciuto credendo in qualcuno che non avevano mai visto e che ora hanno la fortuna di ammirare.

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