torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

cronache
i predatori dell'altare perduto

L'archeologo statunitense Arthur Demarest si e' trasformato in investigatore per rintracciare un altare maya rubato dai trafficanti di droga in Guatemala.

L'altare pesa 270 chilogrammi e risale probabilmente al 976, quando fu collocato in una specie di campo sportivo in cui avevano luogo anche cerimonie nella localita' di Cancuen, uno dei siti piu' interessanti per lo studio della civilta' precolombiana.

Quattro anziani di stirpe maya si presentarono un giorno a Demarest che stava lavorando ad un progetto di turismo sostenibile finanziato dalla Vanderbilt University di Nashville, in Tennessee, dal National Geographic e dall'organizzazione umanitaria Counterpart International. I quattro affermarono di aver visto alcuni incappucciati picchiare una donna. Demarest scopri' che si trattava di trafficanti di droga che cercavano di far parlare la moglie di uno dei tombaroli autori della scoperta.

L'altare era rimasto sepolto per piu' di mille anni, fino a quando forti piogge, nel 2001, lo avevano riportato alla luce. i tombaroli avevano distribuito in giro fotografie del reperto e un gruppo di trafficanti di droga aveva offerto quattromila dollari per acquisirlo. La donna era stata picchiata perche' erano insorte divergenze sul prezzo.

Demarest inizio' le indagini con la collaborazione di un reparto del SIC, il servizio investigazioni guatemalteco. Solo dopo una serie di retate di polizia e' stato possibile da poco recuperare l'altare, venduto nel frattempo a dei ricettatori. Il recupero e' stato possibile quando alcuni agenti del SIC si sono finti narcotrafficanti per giungere ai ricettatori.

Adesso l'altare maya fa mostra di se' al Museo nazionale di Citta' del Guatemala.

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it