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speciale guerra mondiale in Africa
uccisioni continue per il controllo delle miniere

Il Coltan (unione tra Columbio o Niobio ed il Tantalio) e' un minerale di enorme importanza per le industrie elettroniche, centrali atomiche e aerospaziali, missili balistici, videogiochi, strumenti diagnostici, fibre ottiche ed altre applicazioni (il sessanta per cento del minerale viene usato nei condensatori ed una grossa percentuale per i telefoni cellulari).

Il Coltan sembrava destinato a non essere piu' commercializzato quando fu soppiantato dal tungsteno nella fabbricazione delle lampadine, ma lo sviluppo delle tecnologie elettroniche e il boom dei telefonini ha rivitalizzato di colpo il mercato.

Per il fabbisogno mondiale bastavano le miniere di Brasile, Australia e Thailandia, ma la rinnovata richiesta ha fatto si' che l'estrazione del minerale in quelle zone cominciasse a non essere piu' sufficiente, anche per la proliferazione delle play station, per cui il mercato si e' sviluppato in Africa centrale.

Le grandi multinazionali come IBM, Intel, Sony, Ericsonn, Hitachi, Bayer, Siemens e Nokia si sono lanciate sulle province orientali del Congo, dove, secondo le stime, e' presente l'ottanta per cento delle riserve di Columbio e Tantalio del mondo.

Il Coltan, secondo alcuni osservatori, tra i quali l'ex segretario di Stato USA Madeleine Albright, e' responsabile di gran parte dei guai che affliggono l'Africa centrale. Affermano alcuni che non e'un caso che dopo la defenestrazione del Presidente congolese Mobuto Sese Seko le imprese francesi che avevano il monopolio dell'estrazione siano state soppiantate da altre piu' gradite al nuovo Presidente Laurent Kabila (in seguito assassinato), quali la American Mineral Fields, la Anglo-American Corporation e la Barrick Gold Corporation.

L'Accordo di Lusaka del 1999 ha posto temporanea fine, ma solo ufficialmente, alla guerra per bande che ha insanguato il territorio compreso tra il Congo, il Ruanda, il Burundi e l'Angola e questo ha permesso che un anno dopo si creasse in Uganda una nuova societa' la Somigl, controllata congiuntamente dalla Africom, dalla Promeco e dalla Cogecom. La Somigl, in pratica, ha il monopolio della movimentazione del minerale estratto, mentre in Ruanda e' nata una grande banca, la BCDI, che si occupa di movimentare capitali correlati alla compravendita dei minerali.

Altre societa' operano nella zona, come la EWR (Eagle Wings Resources) una joint venture tra la Trinitech e la Chemi Pharmacie Holland.

Alcune organizzazioni internazionali accusano le compagnie di fomentare i continui scontri tribali per conseguire il controllo delle miniere; piu' che di scontri si tratta di una vera guerra continua, la "prima guerra mondiale africana", secondo la definizione della Albright. La conta dei morti e' impossibile, ma c'e ' chi parla di centinaia di migliaia di morti per causa violenta e di tanti altri per cause riconducibili comunque alla guerriglia.

Nelle miniere lavorano circa ventimila persone, per una paga di dieci dollari ogni chilo di minerale estratto (sui mercati occidentali arriva anche a costare trecento dollari al chilo). Sembra che ogni minatore debba "regalare" ai sorveglianti un cucchiaio di minerale ogni chilo estratto.

I minatori sono di diversa provenienza sociale, allevatori, contadini, rifugiati, ma soprattutto bambini, perche' possono addentrarsi piu' facilmente nei cunicoli delle miniere alluvionali. Sembra che molti minatori siano prigionieri ai quali e' stata promessa una riduzione della pena o addirittura interi gruppi obbligati a lavorare con la forza da militari delle tribu' rivali. Sicuramente, per la continua richiesta di nuovi minatori, e' diminuita la forza lavoro dedita all'allevamento, ma soprattutto si e' verificata una caduta della coltivazione del cotone. Le piccole comunita' di lavoratori minerari si sostentano, inoltre, grazie al bracconaggio e al commercio illegale di avorio, con gravi danni all'ecosistema della grande fauna africana.

Allo stato attuale della situazione, non e' onestamente ipotizzabile una definitiva pacificazione del Congo orientale in tempi ragionevoli; probabilmente nemmeno in futuro.

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