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diritto
successione ed eredita'
di Stefano Ratiglia
Avvocato civilista

La successione si apre nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto al momento della sua morte, cosi' recita l'art. 456 c.c.

L'eredita' si puo' devolvere, secondo l'art. 457 c.c., per legittima o per testamento. In quest'ultimo caso le disposizioni testamentarie non possono, comunque, ledere i diritti dei legittimari. Cio' significa che una parte del patrimonio del defunto e' indisponibile alla volontà del de cuius. Ad esempio, un figlio non puo' essere diseredato dal genitore.

Pertanto, il patrimonio ereditario e' costituito da due parti: quella indisponibile, che spetta per legge ai legittimari, e quella disponibile, di cui il testatore può disporre liberamente.

L'entita' della quota disponibile dipende sia dal tipo di legittimari che dal loro numero. Il codice civile puntualmente classifica gli aventi diritto alla c.d. legittima, attribuendo a ciascuno di essi una parte della quota indisponibile.

E' bene ricordare che parimenti e' sottoposto alla stessa disciplina anche qualsiasi atto di donazione.

Qualora il de cuius abbia disposto (in vita, tramite donazione, o per testamento) dei propri beni in misura eccedente alla porzione disponibile, i legittimari potranno, in via giudiziale, ottenere la riduzione delle disposizioni lesive della loro quota. L'azione di riduzione si prescrive in dieci anni dal momento dell'apertura della successione.

L'eredita' si acquista solo con l'accettazione che può essere espressa (attraverso un atto pubblico o una scrittura privata) tacita (mediante il compimento di un atto manifestante la volontà di accettare), o con beneficio d'inventario, ossia previo accertamento della consistenza dei crediti e dei debiti che formano il patrimonio del de cuius.

La legge prevede che l'accettazione con beneficio d'inventario possa essere fatta in ogni caso, anche qualora il testatore l'abbia espressamente vietata. Parimenti sono nulle le dichiarazioni di accettazione condizionate, sottoposte a termine, o solamente parziali.

Il diritto di accettare l'eredita' si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione; entro tale termine, tuttavia, chiunque abbia interesse può richiedere che l'autorita' giudiziaria fissi una data entro la quale il chiamato all'eredita' manifesti la volonta' di accettare o rinunziare. L'inutile decorso di tale termine fa perdere al chiamato il diritto di accettare.

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