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angoscia e paura
di Ada

E' vero che le disgrazie qualche volta rendono più forti gli uomini e, ma in minor misura, possono portare a risultati positivi. E' accaduto con l'uccisione di diciotto cittadini italiani, in gran parte carabinieri, ad opera dei terroristi in Irak, che ha provocato una reazione inaspettata dell'opinione pubblica con una grande manifestazione di cordoglio unanime durata però forse poco più di tre giorni, il tempo perché le televisioni e la stampa potessero entrare con le foto e gli scritti nell'animo sensibile di tanti italiani. Tutto questo è stato fatto passare, ed è stato commentato, come un ritorno dell'idea di patria dopo sessant'anni d'oblio o d'indifferenza. Viene da pensare che qualcuno si illude di grosso, perché un affettuoso e doveroso saluto a chi ha perso la vita al servizio dello Stato non può rappresentare forse neppure l'inizio di una revisione totale di quanto probabilmente la grande maggioranza dei cittadini sente nei confronti del proprio Paese. L'identità nazionale se c'è mai stata in forma totale, si è persa nei mille rivoli delle ideologie partitiche, nei decenni vissuti tra una noncuranza e l'altra su questi temi che la scuola non ha voluto trattare in modo adeguato e formativo a tre generazioni di giovani. E non parliamo di chi volutamente si è scelto il compito di confondere e ottenebrare, ma di tanti insegnanti che alla fin fine hanno preferito il quieto vivere dell'indifferenza.

In effetti si lavorava, si fa per dire, su un terreno soffice, su un materiale di facile trattamento: la consapevolezza di nazione italiana da secoli ha trovato ostacoli per motivi storici, campanilistici e anche linguistici. Chi definiva l'Italia un' "espressione geografica" forse esagerava già allora, ma conosceva certamente il coacervo di popolazioni chiuse e indifferenti l'una con l'altra da millenni, dalle Valli varesine al Trapanese, e così via. Quel che è comunque rimasto è il concetto che " il piccolo è bello", della piccola comunità, appunto dell'appartenenza ai Comuni, sia chiaro sempre "l'un contro l'altro armati" quando si tratta di far passare o meno un'autostrada, o di permettere una discarica nel proprio territorio.

Ai lettori forse non interesserà la mia opinione sul barlume di idea di nazione e di patria che molti hanno visto nei giorni della strage di Bagdad. Un sottile senso d'angoscia e anche di paura di quel che sta avvenendo si è insinuato negli italiani e in questi casi più si è uniti meglio é.

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