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editoriale
la strana coppia ovvero attenti a quei due
di Carla Santini

Chi si fosse trovato a passare la mattina di sabato 22 novembre per via della Mercede, a Roma, avrebbe visto tantissime persone accorse per assitere al "matrimonio" politico tra Martinazzoli e Mastella, "la strana coppia", come i due politici sono stati definiti da diversi commentatori, alla vigilia.

Quello che nei fatti si e' consumato all'interno della Sala Umberto e' stato, prima che un momento politico, un vero e proprio ritrovarsi tra amici, vecchi militanti della Democrazia Cristiana, ritiratisi a vita privata dopo la dissoluzione del partito o entrati a far parte delle varie formazioni della "diaspora" e giunti a Roma per vedere cosa stesse accadendo.

Il patrimonio comune di formazione e di cultura politica e' stato sanzionato dai numerosi interventi che si sono succeduti, compreso quello del leader della CISL Pezzotta, in un crescendo di aspettativa visibilmente palpabile nella sala gremita (talmente inadatta che molti sono stati costretti ad ascoltare da un altoparlante messo frettolosamente nei pressi dell'uscita del teatro).

La nascita di Alleanza Popolare-UDEUR suscita interesse fra chi puo' ritrovare le radici condivise della stagione dell'impegno sulla via della tradizione sturziana e degasperiana.

In effetti, se si torna indietro di quasi dieci anni, a quella nascita del Partito Popolare (che non vide la presenza di coloro che erano chiamati senza ironia ma con ammirazione per il loro impegno "le truppe mastellate") sembra incredibile che l'allora segretario della D.C. e uno dei deputati che non lo vollero seguire nella nuova formazione fossero di nuovo insieme su un palco.

Eppure questo e' avvenuto. Mastella non ha voluto far parte della Margherita, Martinazzoli ha sentito il bisogno di far sentire ancora la propria voce in una formazione che fosse completamente in linea con la tradizione democratico-cristiana, senza convivenze con politici e movimenti di altra estrazione e di altra storia personale (tra i fondatori della Margherita c'era quasi tutti il gruppo, gia' piuttosto variegato, che aveva in precedenza dato vita al movimento dei Democratici, quindi , accanto ai cattolici, laici dichiarati, ambientalisti, liberi intellettuali di sinistra). Leader della Margherita e' d'altronde Francesco Rutelli, ambientalista di estrazione radicale; il Partito popolare ha decretato il proprio autoscioglimento nella nuova formazione, sia pure con qualche mal di pancia, come la contrarieta' di Gerardo Bianco, che ha fondato l'associazione culturale "I Popolari" (ma un'associazione culturale, sia pur promossa da vecchi galantuomini come Bianco e Monticone non e' certo in grado di condizionare la linea politica).

Non si tratta, per tornare a Martinazzoli e Mastella, di una "strana coppia", ma solo del sogno di mantenere vivi certi ideali che oggi sono indubbiamente minoritari sui giornali o nei "posti che contano", ma che per tanti italiani conservano ancora tutta la loro validita'. Nessuno ha la palla di vetro e puo' onestamente prevedere quale sara' il cammino elettorale di Alleanza Popolare-UDEUR, ma indubbiamente la nuova formazione e' nata in un tale clima di entusiasmo, di identita' ritrovata, che comunque sara' difficile per il centrosinistra non tenerla nel debito conto.

Se si vuole a tutti i costi mantenere una definizione cinematografica dell'evento, piu' che parlare di "strana coppia" si dovrebbe dire "attenti a quei due", perche' possono costituire una speranza per coloro che, ancora democratici cristiani, non si riconoscono nelle posizioni dell'U.D.C. e non vogliono sentirsi "altro" nella Margherita.

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