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editoriale
la signora e il terrorista
di G. V. R. M.

Il terrorista Cesare Battisti ha rilasciato un'intervista al giornale online della rete televisiva Globo, la più importante del Brasile, in cui parla del libro che sta scrivendo sulla sua esperienza carceraria a Brasilia che, detto per inciso, si è svolta in ambiente tranquillo e protetto e non certo nelle condizioni in cui versano tanti detenuti brasiliani, stretti a decine in celle in cui campeggia ancora il bugliolo che, per chi non lo sapesse, è il secchio in cui i carcerati fanno i bisogni.

L'intervista è stata rilasciata in occasione dell'ottenimento di una specie di carta d'identità provvisoria, in attesa di avere quella definitiva che viene rilasciata agli stranieri che hanno un visto permanente, che le autorità brasiliane, di norma, per quello che concerne i cittadini italiani, danno a chi dimostra di avere una casa di proprietà in Brasile (che Battisti non ha ancora) e una decorosa pensione (anche qui mancante).

Il suo avvocato brasiliano Luiz Eduardo Greenhalgh si è affrettato a dire che Battisti non ha avuto nessuna agevolazione per ritirare il documento: ha preso il numeretto ed ha fatto la fila come tutti.

Diverso il caso della moglie e dei due figli del Presidente Lula, colui che ha rifiutato l'estradizione in Italia di Battisti l'ultimo giorno del suo secondo mandato presidenziale. Il bisnonno della signora Marisa Leticia Lula da Silva era nato a Pontida, per cui la signora e i sui due figli hanno ottenuto la cittadinanza italiana.

Marisa Leticia Lula da Silva, a differenza del terrorista italiano, non ha preso nessun numeretto e non ha fatto nessuna fila per ottenere la cittadinanza italiana. Probabilmente all'interno dell'Ambasciata italiana a Brasilia campeggia ancora una fotografia scattata il giorno in cui lo staff consolare al completo, dal Primo consigliere Sociale giù giù a scendere al Capo della Segreteria consolare, ai Cancellieri, ai Coadiutori, agli impiegati locali di concetto ed agli impiegati locali esecutivi, con la sola eccezione della ragazza del bar e degli addetti alle pulizie, tutto lo staff consolare si recò dunque al palazzo del Planalto, sede degli uffici della Presidenza della Repubblica, per consegnare alla signora Lula il passaporto italiano.

Lasciamo ogni lettore alle proprie considerazioni.

articolo pubblicato il: 24/08/2011 ultima modifica: 25/08/2011

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