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attualità scientifica
tsunami ad Olimpia

nuove teorie sulla fine della città


Olimpia, il luogo del famoso Tempio di Giove e sede dei Giochi olimpici nell'antica Grecia, fu probabilmente distrutta da continui tsunami che arrivarono molto nell'interno e non da un terremoto né dalle inondazioni causate da un fiume come si supponeva fino ad oggi.

Le prove che sostengono questa nuova teoria sulla sparizione dell'antico luogo di culto nella penisola del Peloponneso sono state ottenute dall'équipe del professor Andreas Vott dell'istituto di Geografia dell'Università Giovanni Gutemberg di Magonza. Alla ricerca hanno collaborato esperti del Ministero greco della Cultura, dell'Istituto archeologico tedesco e delle università tedesche di Aquisgrana, Darmstadt, Friburgo, Amburgo e Colonia.

Fino ad ora si credeva che il luogo di culto fosse distrutto da un terremoto nel 551 dopo Cristo e successivamente coperto dai sedimenti delle inondazioni del fiume Kladeos, ma la composizione e lo spessore dei sedimenti trovati ad Olimpia non concordano con il potenziale idraulico del fiume Kladeos né con la geomorfologia della valle.

Le nuove ed esaustive analisi della geomorfologia e dei sedimenti della zona mettono in evidenza che Olimpia ed i suoi dintorni furono distrutti dall'impatto di uno tsunami. le rovine di Olimpia, scoperte da duecentocinquanta anni, erano interrate da una cappa di sabbia ed altri sedimenti per circa otto metri.

I risultati della nuova ricerca indicano che Olimpia fu colpita velocemente da inondazioni catastrofiche e ciò portò come conseguenza che il luogo rimanesse sepolto sotto enormi masse di sedimenti. La presenza di conchiglie di molluschi e gasteropodi e gli abbondanti resti di foraminiferi sono una chiara evidenza dell'origine marina dei sedimenti.

Questi, ovviamente, trasportati all'interno con gran forza e a velocità elevata, hanno portato il sito a trentatré metri sul livello del mare.

articolo pubblicato il: 22/08/2011

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