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spettacolo
inaugurato ad Udine Visionario

Dopo 12 anni il sogno diventa realtà. L’impegno finanziario del Comune di Udine, giustificato dalla trentennale presenza del Centro Espressioni Cinematografiche sul territorio udinese e della provincia, ha portato alla nascita di un nuovo spazio per la cultura in centro città. Si chiama Visionario ed è molto più di un cinema.

Sarà un grande centro dedicato alle arti visive. Al suo interno: tre sale cinematografiche (Astra, Minerva e Eden per un totale di 400 posti), un ampio spazio espositivo (con una parete di oltre 20 metri e un’area plasmabile di 200 metri quadri per meglio accogliere le mostre), un Internet bar (110 metri quadri coperti), una mediateca (che sarà attivata nel secondo semestre del 2005), una sala incontri/conferenze e un bookshop con novità librarie (oltre 700 titoli internazionali scelti in differenti ambiti - fotografia, arte contemporanea, pittura, architettura, illustrazione, videoclip e videoarte - ai quali si aggiunge una vasta selezione di DVD - 500 titoli, verificati qualitativamente per contenuti e resa tecnica, che spaziano dai classici della storia del cinema ai più noti film popolari italiani fino alle cinematografie asiatiche).

L’edificio è dotato inoltre dei più recenti ritrovati della tecnologia: sistema WI FI in ognuno dei locali, dolby surround EX per le tre sale, estrema potenza luminosa per le lampade di proiezione (la resa dell’immagine cinematografica particolarmente pulita e brillante è dovuta all’elevata potenza delle lampade di ognuno dei 5 proiettori che riproducono nelle tre sale il miglior rapporto luminosità/schermo che si possa trovare sul territorio).

L’investimento del Comune è stato complessivamente di 3 milioni di Euro ai quali si aggiunge il privato finanziamento della Associazione Centro per le Arti Visive che ha contribuito con iniziali 150.000 Euro. I lavori di ristrutturazione dell’edificio, secondo il progetto di restauro filologico curato dall’architetto Leonardo Miani, sono iniziati il 10 settembre del 2002 per terminare nel novembre scorso. Lo stabile, che ripropone un’architettura razionalista anni Trenta, ricordiamo porta la firma illustre dell’architetto Ermes Midena.

Così rinato, il nuovo spazio cittadino di via Asquini 33, allacciandosi nel nome, allo specifico dell’arte cinematografica, alla magia, all’artificio, all’immaginazione e all’idea dell’invenzione fantastica, vuole essere, nella sostanza, espressione di un sentimento idealista, utopico, sognatore; un luogo fuori dal comune, originalissimo, non costretto nelle rigidità e nei ritmi dei grandi complessi a multisale - fabbriche di fatturato, supermercati del cinema - bensì un posto da vivere e assorbire come totalità e in assoluta autodeterminazione.

Un nuovo luogo fisico, dunque, unico in città ma anche in Italia, dove fare e ospitare cultura; arti visive e proiezioni cinematografiche, video e mostre, intrattenimento e formazione; luogo espressione di un patrimonio di conoscenze capace di nuove acquisizioni.

Per La Cineteca del Friuli - che assieme al Centro Espressioni Cinematografiche e al Comune di Udine fa parte della nuova realtà associativa Centro per le Arti Visive che avrà il compito di dirigere complessivamente l’intera struttura – non solo un luogo per poter mostrare (nella Sala Minerva) i propri gioielli restaurati e salvati dal logorio del tempo, ma anche un modo concreto per poter sviluppare una sorta di laboratorio di idee sul cinema la sua storia e la sua preservazione.

Visionario avrà il compito e il dovere di dialogare con il territorio, con le diverse forme d’arte, con i festival cinematografici regionali; la programmazione cinematografica si arricchirà grazie ai capolavori del cinema muto e ospiterà accanto al teatro Giovanni da Udine, anche il FAR EAST FILM FESTIVAL.

Il Centro è stato ufficialmente inaugurato alla presenza del Presidente della Regione Riccardo Illy e del Sindaco di Udine, Sergio Cecotti, di tutte le figure politiche che hanno concorso alla realizzazione del progetto e di Marco Müller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia. Ad essi si è aggiunto Gianluigi Toccafondo che ha firmato, come già accennato sopra, i 74 manifesti della parete del foyer. Quasi fosse una storia illustrata del cinema - e, in generale delle programmazioni d’Essai - queste “figure pennellate” si presentano come un richiamo archetipo alle immagini mitiche del cinema di qualità e del cinema di ricerca. Forme colorate, segni svolazzanti, linee allungate di colore si stemperano su di una superficie di 10 metri di altezza e invadono, incorniciandoli, i volti di Clint Eastwood ne Gli spietati, di Nicole Kidman in Ritratto di Signora, di Al Pacino in Scarface. I colori intensi di Film Blu e Film Rosso di Kieslowski si incendiano in un’esplosione di tinte e di forme sul poster di Trainspotting fino a diventare evanescenti nei pastelli dei paesaggi ripresi dal poster di Dov’è la casa del mio amico di Kiarostami o nel rosso tenue reinventato di Paris, Texas di Wim Wenders. Uniti insieme i 74 manifesti fanno di questa parete un’opera d’arte unica, fortemente simbolica. L’immagine totale è ammaliante. Un’opera d’arte permanente coloratissima, originale ed esclusiva.

Questo meraviglioso appropriarsi dei manifesti cinematografici attraverso il colore da parte di Toccafondo è un voler esprimere l’incanto del cinema, la sua dimensione onirica, la sua capacità di suggestione, di stimolo della fantasia. Carichi di colore ricoprono l’intera parete del foyer, dal seminterrato fino al soffitto, sviluppandosi su due piani. L’impressione è che l’edificio stesso, il Visionario, nuovo centro del cinema e dell’immagine della Città di Udine, sia sorto attorno a questo “muro di colori” carico di storia.

Per applicare le opere è stato necessario prima restaurarle utilizzando accorgimenti particolari per la loro pulizia e infine ogni singolo poster è stato incollato su di una speciale carta di origine giapponese che ne garantisce la durata nel tempo (usando una particolare colla americana). Ci sono voluti 20 giorni di lavoro per riuscire a completare il tutto.

Per la serata d’inaugurazione il Centro Espressioni Cinematografiche con la collaborazione della Cineteca del Friuli ha voluto proiettare un classico del cinema americano: Lilith, la dea dell’amore. Capolavoro dimenticato del cinema hollywoodiano - presentato in anteprima al festival i 1000 occhi di Trieste - Lilith, la dea dell'amore (USA 1964) è il film di congedo di Robert Rossen (già regista de Lo spaccone).

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