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teatro
il malato immaginario
di Sergio Gigliati

Tra i teatri minori della provincia di Roma segnaliamo questo mese il Teatro Aurora di Velletri dove il prossimo 4 febbraio andrà in scena uno dei capolavori di Jean Baptiste Poquelin, in arte Moliere (Parigi 1622-1673): “Il malato immaginario”.

Ritenuto uno dei capolavori , se non il migliore, del teatro di Molière, il malato immaginario narra la storia di un personaggio ipocondriaco che rasenta la follia. Nella figura di Argan (il malato immaginario interpretato da Filippo Bubbico) si incardina tutta l’opera; egli vive di medici e medicine, alla ricerca continua in se stesso di sintomi di tutte le più inimmaginabili malattie. Attorno alla sua figura ruotano i meccanismi della commedia incentrati su personaggi classici quali la moglie fedifraga e opportunista Belinda (Giuliana Bonopane) e la bella figlia Angelica (Paola Lucidi).

I guai iniziano quando Argan promette la figlia in sposa ad un novellino e neolaureato dottorino al fine di potersi garantire un gratuito quanto sicuro futuro di consulti e ricette in famiglia; Angelica e’ pero’ segretamente innamorata di Cleante (Renato Grossi) e quest’amore incontrastato riuscirà alla fine a trionfare nonostante l’ingerenza della moglie di Argan che si adopera per spingere lo stesso in una fitta trama di inganni, burle, finzioni incentrate sulla sua ingenuità.

All’interno di questo nucleo familiare troviamo la serva Tonina (Stefania Simone) astuta e fedele come vuole ogni tradizione, l’infermiere (Massimo Martucci), Luisetta (la figlia di Belinda interpretata da Serena Sarra), il medico Dr. Purgoni (Roberto Paletti) e suo nipote Tommaso Trafiletti (Cristian Flammini) con la madre Imelde Zecchin (Chiara Gatto), il notaro Bonfanti (interpretato da Sandro Scarpelli) e per finire Monsignor Pasquale De Rattis (Roberto Lucci).

La compagnia teatrale “La Quercia Incantata” presenta quest’opera di Moliere in una nuova rivisitazione liberamente adattata al romanesco ed ambientata nella Roma papalina del tardo ‘800. Il romaneggiare colora gli effetti grotteschi dell’opera, salvaguardando l’intenzione della satira di costume desiderata dall’autore. In questa chiave di lettura la forza comica di Moliere si sposa con l’arguzia della Roma papalina, in aperto declino ma ancora in grado di pungere efficacemente.

In questa commedia Moliere il 17 febbraio 1673 alla sua quarta replica, interpretava la parte del protagonista Argan quando in preda alle convulsioni si accascio’ sulla famosa poltrona ancor oggi conservata alla Comedié Francaise. Fu questo l’ultimo atto recitato dall’artista sul palcoscenico: la propria morte.

L’appuntamento e’ a Velletri al Teatro Aurora per i giorni 4, 5 e 6 febbraio per la regia di Giuliana Bonopane, scenografia Giorgio Posani e costumi di Gabriella Marroni.

Teatro Aurora
Velletri Piazza Cardinal Micara
4 e 5 febbraio ore 21.00
6 febbraio ore 17.30
Tel 3497312125

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