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cronache
il caso Garzón giunge a Strasburgo

il giudice vuole perseguire i crimini della dittatura


Hellen Duffy, avvocato del giudice Baltasar Garzón, ha lavorato sei mesi per preparare la denuncia presentata a Strasburgo contro il Tribunal Supremo spagnolo che avrebbe violato il diritto del giudice alla sua indipendenza, come di quella di tutti i giudici spagnoli.

La denuncia presentata a Strasburgo è suffragata da magistrati di tutto il mondo che non solo appoggiano la tesi di Garzón, ma che hanno fatto nei propri Paesi lo stesso che il giudice spagnolo voleva fare in Spagna: perseguire crimini di lesa umanità commessi durante una dittatura, sostenendo che in questi casi non sono applicabili le leggi di amnistia, poiché il delitto di genocidio non cade in prescrizione.

Garzón voleva presentare le testimonianze dei magistrati stranieri al Tribunal Supremo spagnolo, ma i giudici non le hanno ammesse, per cui l'unica via era il ricorso a Strasburgo.

Tra i testimoni citati figurano giuristi ed esperti di alto livello, come il relatore all'ONU contro le torture e giudici argentini e cileni che hanno investigato su episodi avvenuti durante i loro regimi dittatoriali.

Adesso la parola la dirà il Tribunale dei Diritti Umani di Strasburgo, che chiederà spiegazioni alla Spagna. I guai per il giudice spagnolo sono iniziati quando, contravvenendo alla legge di amnistia dei reati commessi durante il franchismo, ha cominciato ad investigare su numerosi episodi avvenuti prima del 1975, anno della morte di Francisco Franco.

articolo pubblicato il: 01/04/2011

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