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attualità scientifica
mattoni di CO2

un sistema naturale per rendere utile il diossido di carbonio


Ogni anno circa trenta miliardi di tonnellate di diossido di carbonio sono rilasciate nell'atmosfera terrestre da centrali elettriche, automobili e diverse fonti industriali che dipendono dai combustibili fossili. Gli scienziati che cercano di ridurre gli effetti del diossido di carbonio sul clima della Terra hanno iniziato esperimenti sull'immagazzinamento del gas sottoterra, un processo conosciuto come sequestro di carbonio. Ciononostante sussistono ancora molti dubbi in ordine alla sicurezza e all'efficacia di questa strategia.

L'ingegner Angela Belcher del MIT sta lavorando ad una nuova strategia che permetterà non solo di eliminare il diossido di carbonio nell'ambiente, ma anche convertirlo in qualcosa di utile: carbonati solidi che potranno essere usati nella costruzione di edifici.

Applicando l'ingegneria genetica al lievito comune di panetteria, Belcher, Roberto Barbero ed Elizabeth Wood hanno creato un processo che converte il diossido di carbonio in carbonati che potranno essere utilizzati come materiali da costruzione. Questo processo, già provato in laboratorio, consente di produrre un chilo di carbonati ogni mezzo chilo di diossido di carbonio catturato. Gli scienziati sono convinti di poter adattare la tecnica su scala industriale, nelle centrali elettriche e nelle fabbriche.

Per ricreare il processo originato dal lievito, Belcher si è ispirata agli animali marini, che costruiscono le loro robuste conchiglie a partire dal diossido di carbonio e dagli ioni di minerali sciolti nell'acqua di mare. La sua tesi di Laurea era incentrata su di un mollusco che ha un guscio particolarmente forte, composto da carbonato di calcio.

Alcune imprese hanno commercializzato un processo che cattura il diossido di carbonio e lo converte in un materiale solido, ma questo processo dipende da un componente chimico per catturare il CO2. Il sistema biologico del MIT è molto più efficiente e non ha bisogno di alcuna sostanza tossica né di alte o basse temperature.

articolo pubblicato il: 19/11/2010 ultima modifica: 30/12/2010

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