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cronache
Premio Vittorio Mezzogiorno

alla compagnia teatrale Teatro di Legno


Presso l'Arena Alberto Sordi della Cittadella del Giffoni Film Festival, è stato consegnato alla compagnia teatrale Teatro di Legno e all'attrice Lucia Mascino il premio Vittorio Mezzogiorno.

Il riconoscimento, fortemente voluto da Giovanna Mezzogiorno e istituito nel 2004 a dieci anni dalla prematura scomparsa del padre, viene conferito all'attore/attrice o alla compagnia teatrale emergente, con l'obiettivo di favorirne il personale percorso formativo e lavorativo.

La giuria presieduta da Giovanna Mezzogiorno, dalla madre Cecilia Sacchi e dagli sceneggiatori Dino e Filippo Gentili ha espresso le seguenti motivazioni:

Alla compagnia teatrale Teatro di Legno che, dal 2003 quando fu fondata da Luigi Imperato e Silvana Pirone, ha dato vita a spettacoli magnifici nel segno di un teatro coraggioso e innovativo, svolto in luoghi canonici e non, di una drammaturgia originale ma in un costante dialogo con la tradizione, facendo leva su attori provenienti da esperienze diverse ma impeccabilmente amalgamati.

A Lucia Mascino, giovane attrice che si è contraddistinta negli ultimi anni a teatro recitando con registi del calibro di Filippo Timi, Valerio Binasco, Giorgio Barberio Corsetti; al cinema con "Un altro pianeta", opera prima di T. Tummolini acclamata al Festival di Venezia e al Sundance festival, e in numerose serie televisive. Ogni volta Lucia ha saputo far vivere i personaggi interpretati con una tecnica straordinaria, una toccante resa emotiva e una versatilità fuori del comune.

Il Premio Speciale Vittorio Mezzogiorno, che consiste in un'opera dello scultore napoletano Lello Esposito, è stato assegnato a Gianni Minà.

Teatro di Legno è un modo di vivere, è energia di persone che attraverso la rete dei destini si incontrano e riconoscono qualcosa di comune. Un qualcosa fatto di crampi allo stomaco, gli stessi che obbligano a seguire la propria strada e tengono in vita la voglia di non cedere alle difficoltà o alle tentazioni di un contesto lontano dalla propria sensibilità.

Il lavoro di Teatro di Legno è un processo. La messa in scena è il risultato di un percorso di stimoli e reazioni: impulsi, lunghe attese e risultati improvvisi. Percorso tortuoso e snervante che richiede tempo e dedizione. Oltre a ciò richiede onestà e capacità di indagare se stessi e le proprie viscere. Il corpo dell'attore sottoposto agli stimoli dei registi è il punto di partenza del lavoro di Teatro di Legno. Lo scegliere il corpo come origine non vuol dire dimenticare voce e testo su cui invece verte gran parte del lavoro in vista delle svariate possibilità linguistico-razionali oltre che emozionali.

articolo pubblicato il: 26/07/2010

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