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politica estera
la Spagna e la crisi

un'altra politica economica è possibile

di M. M.

Sicuramente ora non siamo in molti a ricordare che tutto è cominciato quando manager senza scrupoli cucinarono, impacchettarono e vendettero prodotti finanziari di infima qualità, non senza aver dato a questi prodotti nomi rimbombanti e mascheranti la loro natura tossica. Quando la bolla immobiliare si è sgonfiata, l'inganno non poteva più essere sostenuto e molte banche e società si sono trovate con una gran quantità di titoli che non valevano più nulla. Quello che è peggio è venuta a prodursi una crisi di fiducia nel sistema finanziario che ha portato ad una contrazione del credito. La banche hanno smesso di prestare denaro e le imprese, non disponendo dei finanziamenti necessari per il proprio finanziamento hanno cominciato a licenziare. I governi, di fronte alla vastità del crollo bancario e finanziario anno annunciato aiuti di miliardi di euro a banche, finanziarie e assicurazioni. Misure che sono state molto ben accolte dal cosiddetto mercato, le cupole finanziarie internazionali. Ossia coloro che sono incaricati di muovere somme immense in giro per il pianeta con l'unico fine di conseguire il maggior beneficio possibile.

Rallentandosi l'attività economica a causa dello strangolamento del credito, gli stati hanno diminuito le proprie entrate e devono inoltre pagare maggiori oneri dovuti alla disoccupazione. I deficit sono aumentati come conseguenza dello squilibrio tra entrate e spese. Nel caso spagnolo il governo aveva approvato leggi che aumentavano le spese sociali (ad esempio la legge di dipendenza) ed aveva preso inoltre decisioni di taglio populista (devoluzione di 400 euro), insieme ad altre misure erronee che hanno danneggiato le entrate come l'eliminazione dell'imposta sul patrimonio.

D'altra parte, il ristagno della bolla immobiliare ha posto in evidenza il peso eccessivo che aveva nella nostra economia il comparto delle costruzioni. I disoccupati di questo settori sono andati ad ingrossare i dati della disoccupazione e ci hanno ricordato che è un problema cronico del nostro Paese che non trova soluzione.

Nei confronti di questa situazione di crisi ci sono due modi d'agire classici: un governo di destra taglierebbe le spese, riducendo i servizi sociali e le strutture e gli investimenti statali. In pratica, taglierebbe fondamentalmente le spese. Un governo di sinistra svilupperebbe le opere pubbliche affinché si crei lavoro, circoli il denaro, si riprenda l'economia e si riduca il deficit, aumentando le entrate con l'aumento dei consumi; nello stesso tempo manterrebbe i servizi sociali, dato che coloro che più soffrono la crisi sono coloro che meno hanno. Come è logico, tutto questo dà origine ad un deficit da coprire con il debito pubblico. Così ha iniziato a fare il Governo spagnolo.

Curiosamente, quando lo Stato (come quelli di gran parte del mondo) è corso in aiuto del settore bancario (prima causa di questa crisi) con miliardi di euro, i cosiddetti mercati hanno applaudito questo esborso di denaro pubblico, ma ciononostante, una volta salvate le banche, hanno cominciato a mostrare preoccupazione per il deficit che nemmeno avevano menzionato prima. Organismi come il FMI, noti giornali economici anglosassoni e le famose agenzie di rating sono i profeti di questa nuova apocalisse. Profeti che sanno solo predire il passato e, come le agenzie di rating, assegnarono valori di massima solvenza a prodotti finanziari che, come in seguito è stato dimostrato, erano spazzatura. Agenzie anglosassoni che vendono le loro triple A a chi le contratta e che accendono la miccia in Paesi di dimensioni medio-piccole, preferibilmente latini o mediterranei (poiché ben si sa che siamo un disastro), avendo chiaro che le loro profezie catastrofistiche o l'abbassamento del rating provocheranno una salita del prezzo del debito di questi Paesi o un crollo dei mercati. Frana che farà in modo che i propri clienti (o i fondi d'investimento dei propri clienti), in definitiva i mercati, ottengano ancora maggiori benefici (per esempio comprando il debito di questi Paesi, ma ricevendo un interesse più alto o vendendo azioni, ricomprandole dopo la frana).

Perché ci qualificano PIGS (maiali) quando il Regno Unito ha più deficit e debito della Spagna e gli USA vivono alle spalle del mondo e sono indebitati con la Cina? La risposta è facile, dato che gli attacchi speculativi hanno origine in questi Paesi ed è sempre più facile destabilizzare mercati ed economie più piccole.

Davanti a ciò il Governo spagnolo non solo non ha avuto la sufficiente efficacia per spiegare e difendere la propria politica economica, ma si è piegato ad applicare la politica della destra finanziaria. Il primo passo è stato di imporre tagli a coloro che non hanno colpa di nulla: pensionati, impiegati pubblici e poveri.

Per correggere lo squilibrio dei conti esistono altri mezzi, che passano fondamentalmente nell'incremento delle entrate, senza rinunciare assolutamente alla riduzione delle spese. L'amministrazione deve essere austera non solo quando l'economia va male, deve esserlo sempre. Sia per quanto concerne le spese del personale (compensi e trasferte ai politici...) come di funzionamento (eliminando le eccessive spese di rappresentanza, le auto blu, etc.). Deve essere austera e dimostrarlo per potere esigere la stessa cosa ai cittadini in tempo di crisi. Esattamente il contrario di quanto accade.

Alcune misure per aumentare gli introiti bisognerà prenderle in accordo con altri Paesi, ma altre possiamo iniziare ad applicarle già da ora nel nostro: eliminazione dei paradisi fiscali; tassa sugli investimenti speculativi o a troppo corto raggio; imposte speciali sugli utili di banche, multinazionali e grandi imprese; reintroduzione dell'imposta sul patrimoni; campagna sulla necessità e l'utilità di pagare imposte se vogliamo servizi pubblici di qualità; creazione di una banca etica; lotta contro l'evasione fiscale, allungando i tempi di prescrizione ed aumentando il numero degli ispettori (non può essere che gli imprenditori dichiarino di guadagnare meno, in media, dei dipendenti); imposte a beneficio delle imprese che si occupano di energie alternative.

Il rilancio dell'economia porterà ulteriori introiti, ma sono necessarie misure di appoggio agli imprenditori, aumenti degli incentivi, riduzione della dipendenza energetica, anche favorendo l'energia solare domestica, sviluppo del turismo culturale e di qualità.

Ciò che è chiaro è che i piatti rotti devono cominciare a pagarli coloro che li ruppero. Non possiamo permettere che non lo si faccia, che ci impongano soluzioni che porteranno molti anni di sofferenze a milioni di spagnoli. Un'altra politica è possibile: quella del buonsenso, non quella dei benefici alle spalle di tutti da parte di pochi.

articolo pubblicato il: 22/07/2010

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