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teatro
"Il malato immaginario" di Molière

Adattamento in romanesco della celebre opera del drammaturgo francese

di Sergio Gigliati

La compagnia "La quercia incantata", nell'ambito della sua tournèe estiva, ripropone "il alato immaginario" di Molière, l'ultima e celebre opera che il famoso drammaturgo francese compose prima di morire di tubercolosi: era il 17 febbraio del 1673. Molière si spense proprio mentre recitava quest'opera e, prima di morire, si dice abbia recitato a fatica, coprendo i numerosi colpi di tosse che si facevano sempre più incalzanti. Morì tra le braccia di due suore che lo avevano accompagnato a casa.
La compagnia "La quercia incantata" ripropone il lavoro di Molière con una novità: l'adattamento in romanesco nella Roma papalina del 1848 in pieno risorgimento, in una città ricca di fermenti liberali. Insomma una vera e propria trasposizione che "La quercia incantata" ha operato nell'intento di rivisitare quella vis comica tanto cara a Molière, che ben si coniuga con quella storia romana ormai sul viale del tramonto ma ancora in grado di graffiare efficacemente. La novità che introduce la compagnia è tutta nel "romaneggiare" il tutto, il che indubbiamente aiuta a rendere più efficaci gli effetti grotteschi dell'opera e salva l'intento della satira di costume voluta dal genio di Molière.
La regia e gli attori raccontano con creatività e sfacciata comicità la storia di un ipocondriaco apparentemente burbero e autoritario che nasconde la sua debolezza, malinconia e bisogno di sentirsi al centro dell'attenzione dietro l'apparente malattia che lo sottopone a finzioni, inganni, illusioni. Dall'interpretazione escono fuori la pochezza dell'essere umano le celate ipocrisie, le meschine intenzioni, i vizi e le falsità delle classi sociali del tempo, messe in scena con un'assennata comicità.
La quercia incantata racconta l'uomo nella sua universalità senza leziosità noiose ma con profondo buon senso. Ogni personaggio usa il linguaggio più appropriato, ricorrendo spesso alla mimica e all'uso caricaturale del dialogo, strumenti capaci di moltiplicare gli effetti comici e grotteschi dello spettacolo.

Personaggi ed interpreti:

Don Argante Filippo Bubbico
Belinda Giuliana Buonipane
Tonina Stefania Simone
Floriano Miki Galasso
Angelica Ilaria Sartini
Luisetta Francesca Ricciardi
Dott. Purgoni Roberto Paletti
Cleante Joe Filippi
Tommaso Trafiletti Cristian Flammini
Notaro Bonfanti Sandro Scarpelli
Regia di Giuliana Buonopane
Costumi Gabriella Marroni
Tecnico suoni e luci Enrico Marcacci
Scenografie Giorgio Re
In scena presso:
Palestrina-prenestestate 30-07 ore 21.00
Eremo di quintiliolo - Tivoli 31-07 ore 21.00
Vittorito - Manifestazione sagra del vino 05-08 ore 21.00
Castello d'aquino - Grottaminarda 26-08 ore 21.00

articolo pubblicato il: 22/07/2010

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