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storia
chirurgia empirica

ascesa e decadenza della Scuola Medica Preciana

di G. Plini

A Roma con i termini norcino e norcineria si indiano rispettivamente il salumiere e la salumeria, ma la stragrande maggioranza dei romani ignora che la salumeria umbra abbia origini sorprendentemente elevate. In una valletta incassata fra i monti dell'Appennino, convalle della più ampia e conosciuta Valnerina, la piccola val Castorina, sorge tutt'ora il piccolo abitato di Preci, un paesino popolato solo da qualche anziano, che trova un po' di vita solo d'estate, quando giunge qualche famiglia romana in cerca di frescura e di radici.

Mille anni fa non era così. Per secoli la Scuola Medica Preciana era garanzia di perizia chirurgica e dottrina medica. Sin dal finire del Medioevo presso l'abbazia benedettina di sant'Eutizio sorse una scuola medica "empirica", ovvero non accademica, conosciuta anche alla lontana Corte imperiale.

Ai monaci non fu poi permesso di esercitare la chirurgia, probabilmente perché non era loro concesso di toccare malati e malate e si videro così costretti ad insegnare le tecniche agli abitanti dei borghi vicini, Preci, soprattutto, ma anche altre località come Cerreto di Spoleto.

La scuola, sia nella parte chirurgica che in quella officinale, è durata per secoli, poi, con il decadere della vita in montagna, ha cominciato a perdere sempre più importanza, anche se ancora alla fine del Settecento medici umbri seguitarono a prestare le proprie cure in giro per l'Europa. Durante Sacchi, nato nel 150, scrisse il Subsidium Medicinae, importante trattato; suo fratello Cesare, curò dalle cateratte la regina Elisabetta I d'Inghilterra (la rimozione delle cataratte era una delle specialità dei chirurghi preciani, insieme alla cura dell'ernia inguinale e alla rimozione dei calcoli vescicali).

Si parla di autentiche dinastie mediche e di riconosciuti luminari, Come Orazio Cattani, medico alla Corte del Sultano a Costantinopoli fino al 1620, Girolamo Bacchettoni, professore di oculistica a Innsbruck, Arcangelo Mensurati, attivo a Vienna, Alessandro Cattani, a servizio del re di Napoli nel secolo XVIII.

Ma se chirurgia ed oculistica empiriche resistevano, la cura con le erbe officinali cominciò ad essere vista con sempre maggior sospetto. Già nella Mandragola di Machiavelli i termine cerretano è sinonimo di ciarlatano e gli elixir venduti in giro per l'Italia erano da molti considerati rimedi per babbei.

La fine dell'economia montana sul finire dell'Ottocento provocò un esodo massiccio delle popolazioni della Valnerina, soprattutto verso Roma, e molti eredi degli antichi chirurghi, senza spesso avere coscienza di esserlo, si dedicarono all'arte della lavorazione delle carni, soprattutto suine, applicando antiche e nobili tecniche nei retrobottega delle salumerie.

articolo pubblicato il: 18/07/2010

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